a cura di Chiara Coppotelli – 

Il Fondo Ambiente Italiano, nato nel 1975 dal genio dell’ambientalista Elena Croce, figlia dell’illustre filosofo, è una fondazione, che sorge emulando in parte il preesistente modello inglese del National Trust for Places of Historic Interest.

L’articolo 2 dello statuto recita: “La Fondazione ha come scopo esclusivo l’educazione e l’istruzione della collettività alla difesa dell’ambiente e del patrimonio artistico e monumentale”. Questo ente, infatti, attraverso le sue 116 delegazioni sparse per tutto il territorio nazionale ha come obiettivo primario quello di tutelare il patrimonio artistico italiano, attraverso la sua salvaguardia e valorizzazione. Il metodo principale per conseguire questo risultato è rappresentato dal restauro di alcuni beni culturali e dalla loro successiva apertura al pubblico.

Varie, infatti, sono le attività di cui il FAI si fa, a tal proposito, promotore, tra cui il progetto “ i Luoghi del cuore”, un censimento rivolto a tutti i cittadini che vogliono segnalare luoghi italiani che amano e che vorrebbero veder difesi e recuperati. Mediante varie modalità il singolo può esprimere il proprio voto e in seguito il FAI interviene sui tre beni più votati, anche con l’erogazione di contributi. Ad oggi 45 luoghi sono stati salvati e ora sono resi fruibili alla comunità.

Tra le manifestazioni più conosciute spiccano sicuramente le “Giornate FAI di Primavera”, che quest’anno si terranno nei giorni 21 e 22 Marzo. Durante queste due date in tutta Italia verranno straordinariamente aperti dei luoghi, organizzate delle visite guidate ed eventi di musica, danza e degustazione. Un aspetto interessante deriva dall’impegno profuso annualmente da molte scuole che danno un indispensabile contributo agli oltre 7000 volontari, trasformando i propri studenti in  “Apprendisti Ciceroni” con l’obiettivo di stimolare la presa in carico e il senso di responsabilità dei ragazzi e favorire il loro senso di appartenenza alla comunità cittadina.

Il FAI è una grande macchina, con un organigramma preciso e molto ben articolato e potrebbe sembrare difficile sentirsene parte, al contrario, invece, è molto semplice. Innanzitutto, con l’iscrizione e la conseguente tessera  si testimonia il proprio impegno per la causa e  si ottengono una serie di vantaggi, tra i quali la possibilità di visitare gratuitamente o con riduzioni musei, palazzi e altre bellezze. In secondo luogo, la partecipazione attiva è resa possibile dal contributo volontario, ovviamente, apprezzato da ciascuna delegazione provinciale.

La Fondazione dà uno specifico rilievo e area di libertà ai ragazzi che possono operare all’interno del così detto “FAI Giovani“, per i volontari compresi tra i 18 e 40 anni. Per uno studente esser parte di una realtà come questa significa, non solo farsi sostenitore di una Repubblica che effettivamente promuova lo sviluppo della cultura, che tuteli il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione ( art 9 Cost), ma anche svolgere la propria personalità nelle formazioni sociali riconosciute e garantite ( art 2 Cost).

Sono i meccanismi di sensibilizzazione e informazione che possono consentire evoluzioni della società pensate e non repentine. Il FAI è un cristallino esempio di come una società multilivello possa operare in strati ancora intatti e puri, conducendo una lunga lotta alla consapevolezza del profondo amore verso il nostro paese e la sua gente, gente con cui collaborare e confrontarsi per salvare l’interesse comune, come mecenati di una splendida cultura.