La LUISS è una università che per fortuna  non consta unicamente di lezioni, seminari e ricevimenti, poichè attorno gravitano realtà che pur esulando dalla didattica, costituiscono il motore della crescita di noi studenti; una di queste realtà è rappresentata dai collegi DON MAZZA, la cui sede Romana è infatti convenzionata con la Luiss. In quel di via di Trasone convivono circa ottanta studenti iscritti al nostro ateneo, distribuiti sui quattro dipartimenti. Per conoscere meglio questo piccolo mondo e sapere che opportunità offre la struttura, non  potevamo che rivolgerci al rappresentante uscente LUCA ESPOSITO.

Luca buongiorno!

Buongiorno a te.

Prima di cominciare a parlare del collegio in sè, mi sembra opportuno presentare il suo rappresentante. Chi è pertanto Luca Esposito? Qual è la sua esperienza al collegio?

Luca Esposito è un ragazzo che viene da Napoli, da una realtà semplice, che si è trovato a Roma per scelta ed al collegio “Don Mazza” per caso, visto che la decisione fu presa da mia madre, mentre io mi trovavo in vacanza. Ebbene, devo ringraziarla ogni giorno, perché scelta più azzeccata non ci  poteva essere. Dopo i primi tempi un po’ difficili, di ambientamento, sono riuscito a sciogliermi; ho compreso che non ero in un albergo ma che avevo gli obblighi che il vivere in compagnia comporta, ma che avevo  anche tante opportunità che sapevo di dover cogliere. Infatti dopo due anni sono riuscito a essere eletto Rappresentante degli studenti del collegio, perché volevo valorizzare maggiormente il luogo in cui sono cresciuto in questi quattro anni di università, ed adesso sto portando a termine il mio secondo mandato. Il coronamento vero e proprio di questo percorso spero possa essere l’elezione come rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione  dei collegi “Don Mazza” di tutto il territorio italiano.

Sono curioso di conoscere bene la struttura di questi collegi, spiegami!

Il collegio “Don Mazza” nasce dalla pia società “don Nicola Mazza”, riconosciuta sia civilmente che canonicamente, e di conseguenza dotata di un consiglio di amministrazione. La prima struttura è stata un liceo di Verona e poi a catena tutti i collegi, di cui due a Verona e due Padova, rispettivamente sia maschili che femminili, oltre a quello di mia provenienza di Roma. Proprio il collegio di Roma ha vissuto un periodo di crisi, perciò nel 2009 fu firmato un accordo con l’allora rettore Pierluigi Celli ed il dott. Zoso -membro della pia società- che ha creato il collegio Don Mazza LUISS. Tale accordo prevede che l’università si impegni solidalmente con la pia società a finanziare la struttura, e al contempo gestisca tutti gli aspetti amministrativi. Le restanti attività sono invece di competenza della società; tra esse vi sono ad esempio la gestione interna e il mantenimento di quella forte struttura gerarchica che caratterizza il Don Mazza.

Da come ne parli immagino la vita in collegio sia stata fantastica, perciò vorrei che spiegassi perché la vita di collegio dovrebbe essere preferita alla vita di appartamento.  Bada che voglio una risposta prima da semplice studente del collegio e poi da rappresentante.

Quando entrai in collegio quattro anni fa più che preoccupato delle regole a cui il collegio ti sottopone ero spaventato dalla situazione in cui venni catapultato, cioè molto banalmente il dover condividere spazi personali con estranei. Tuttavia questo mi ha insegnato tanto in materiadi impostazione di vita e di rapporti interpersonali. L’essere diventato rappresentante non ha fatto altro che far crescere in me un  senso di responsabilità per la gestione di questa struttura, per fare in modo che sempre più ragazzi possano sentirsi a proprio agio al collegio “Don Mazza”.

In qualità di rappresentante qual è stata la battaglia alla quale hai tenuto di più e per la quale hai profuso più energie?

Sicuramente quella che sto combattendo ora e che ho intrapreso da tempo, ossia la riscrittura dello statuto del collegio. Il vecchio regolamento è decaduto e adesso tutto si regge sulle consuetudini, che da buoni giuristi sappiamo essere facilmente sovvertibili. Lasciare un nuovo statuto alle generazioni future di studenti del collegio sarebbe per me un motivo di orgoglio. Il nuovo statuto inoltre avrebbe una funzione aggregante in quanto unirebbe maggiormente i ragazzi, che si sentirebbero legati da una sorta di contratto, tale da evitare la diaspora di quest’ultimo anno dove su venticinque nuove matricole ben ventuno sono andate via. Lo statuto è quasi ultimato:  manca solo l’approvazione dell’assemblea degli studenti affinchè possa diventare effettivo. Consterà di ben ventisette articoli, lungo i quali sono regolate le nostre assemblee, le commissioni, gli aspetti formativi e  le modalità di elezione dei rappresentanti in modo molto dettagliato, in maniera tale da evitare vuoti normativi difficili da colmare. Per finire abbiamo tenuto anche a  dare forza allo statuto affinchè potesse durare a lungo, tramite modalità di modifica molto rigide, con la previsione di un penetrante obbligo di motivazione alte e della necessità di una larga maggioranza. Terminare il mio secondo mandato con la realizzazione di questo progetto, oltre che inorgoglirmi, sarebbe un ottimo biglietto da visita per le elezioni del CDA dei collegi “Don Mazza” di tutto il paese,  che si terranno a breve e alle quali tengo molto. Ritengo che l’esperienza maturata in questi due anni  sia stata molto proficua per il ruolo che spero di ricoprire nel consiglio di amministrazione, dove il mandato è biennale ed i lavori che si possono fare sono complessi ma entusiasmanti.

Con quest’ultima riflessione di Luca chiuderei per soffermarmi su un termine utilizzato – ENTUSIASMO- che indica letteralmente una commozione intensa dell’animo che si esprime in varie manifestazioni di gioia ed  eccitazione, ma che soprattutto può essere un catalizzatore per realizzare qualcosa di buono nella propria vita e in quella degli altri, qualcosa di buono. Se poi all’entusiasmo si affianca la passione, non ci sono barriere che possano contrastare quest’onda. La felicità di oggi è stata vedere in Luca Esposito quest’onda che ha travolto tutti gli studenti del collegio di via di Trasone, e che magari travolgerà tutti i collegi della pia società sul territorio nazionale.