a cura di Paolo Fontana

Trovandomi a dover dare un indirizzo a questo ultimo Iuris dell’anno –il secondo che mi vede alla Direzione insieme a Francesca- ci sono molte emozioni a cui vorrei dare una forma.

Da quando il mio nome apparve per la prima volta su queste pagine –due anni fa- qualcuno se ne è andato. E’ fisiologico che passino i volti; siamo un giornale universitario e chi si trova qui è necessariamente di passaggio. Tuttavia chi lascia porta con sé un pezzo di cuore. Per qualcuno questo sarà l’ultimo numero, perché tra un paio di mesi gli verrà adagiata sul capo una corona di alloro. Altri invece si affacciano per la prima volta su questa realtà, che spero possa diventare la loro casa, così come nel tempo è diventata la mia. Insieme ai volti passano i nomi. Quello di Danilo Capitanio –mio maestro e mio amico- stavolta non lo leggerete.Questa partenza è di quelle che lasciano il segno.Anche Raffaele lascia la redazione. Già, Raffaele. Il mio compagno di viaggio fin dal primo giorno di cammino. Ma non se ne va per davvero. Continuerà a lavorare per noi sotto una nuova veste. Il suo lavoro instancabile ha convinto 456 nostri colleghi che fosse la persona adatta a diventare il punto di riferimento non più solo del nostro giornale, ma dell’intero Dipartimento.

Perché Iuris Prudentes non è solo una famiglia. E’ una palestra.Un laboratorio di idee. Una realtà divenuta il principale opinion maker di questo Dipartimento, fino a travalicarne i confini.

Quando il nostro Pier–un paio di mesi fa- ebbe l’animo di vergare su queste colonne tutte le criticità che non permettevano al nostro prestigioso Ateneo di sviluppare tutte le sue potenzialità, non immaginava che il suo articolo avrebbe avuto un impatto così dirompente. Così è accaduto che questo giornale gridasse quello che tutti mormoravano, dettando l’agenda politica nell’imminenza delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche; che questo articolo monopolizzasse per settimane i social networks, con centinaia di condivisioni e migliaia di visualizzazioni; che si creasse una sinergia con le realtà associative più attente alle istanze di rinnovamento; che con il loro supporto Piervincenzo si convincesse a lanciarsi in una folle corsa, agglomerando attorno a sé un consenso sempre crescente e vorticoso. Una corsa sulle ali dell’entusiasmo che si è spinta con una progressione inarrestabile fino a 791km/h. Fino al Consiglio di Amministrazione della nostra Università. Siamo fieri di Raffaele e di Piervincenzo. Siamo fieri di aver espresso, con così ampio riscontro, due rappresentanti come loro. Ringraziamo quindi voi che ci leggete e che speriamo vogliate entrare a far parte di questa casa, le cui porte sono aperte a chiunque voglia dare il suo contributo per realizzare un centro culturale vivace, che sappia offrire un’informazione scientifica e al contempo contribuire al buon funzionamento della vita democratica di questa università.

Il mondo del ventunesimo secolo soffre di pensiero. Noi vorremmo che pensare tornasse di moda. La qualità della rappresentanza uscita dalle recenti elezioni ci lascia ben sperare. Auguriamo buon lavoro a TUTTI gli eletti e ci congratuliamo con loro. Detto questo, è tempo di lasciare ad altri la parola. La sessione è alle porte e il nostro giornale vi dà appuntamento a settembre. In attesa dell’anno a venire, noi continueremo a farvi compagnia -se lo vorrete- con il nostro sito web.

Ricordiamoci sempre che “fatti non fummo a viver come bruti; ma per seguire virtute e canoscenza

Buona lettura.
Ad altiora,

Paolo