a cura di Francesca Coletta

Così li ha definiti Emma (non occorre che io scriva il suo cognome, sapete a chi mi riferisco).
Quanto è accaduto e continua ad accadere nel nostro mare, lo stesso in cui ci tufferemo tra qualche settimana sotto il sole caldo italiano, è il segno evidente di come siamo spaventosamente indietro nella creazione di uno spazio pubblico europeo.
L’Europa chiude i suoi occhi dinanzi al genocidio per annegamento e noi rimaniamo indifferenti.
Di fronte a migliaia di cadaveri di donne, uomini, bambini, cosa rende prioritario difendere le frontiere e non le persone?

Professionisti del dolore circoscritto.

L’indifferenza del tempo moderno ci terrorizzerebbe se solo ci fermassimo per un istante, facessimo un respiro e capissimo cosa sta accadendo. Popoli in fuga da guerre, violenze si affidano, affidano la loro vita (che vale quanto la nostra) a barbari della peggior specie, in cerca di salvezza.
Quanto pesa la nostra indifferenza e quella della classe rappresentativa europea?
Non a caso Cameron, primo ministro di una delle potenze europee più influenti nel mondo ha recentemente affermato :
Quello che si sta definendo è ciò di cui abbiamo bisogno, ovvero un programma onnicomprensivo capace di perseguire le bande criminali, i trafficanti e i proprietari delle imbarcazioni […] e di stabilizzare i paesi da cui provengono queste persone”.
Come ha ben sottolineato Gwynne Dyer, “ queste persone” sono 1.300 rifugiati annegati nelle scorse settimane, e 30.000 che ne annegheranno se niente sarà fatto. La triste realtà è che il bilancio di questa storia rischia di essere solo un rendiconto notarile in una causa per fallimento.

Come se la guerra fosse niente.

I migranti non li vogliamo, non sono una priorità.
“Migranti”. Si noti l’uso delle parole.
Questo il messaggio che passa ad un orecchio attento, di una classe politica europea insufficientemente colpita dalla strage di vite umane. Se è vero che l’Europa è nata con lo spirito di pace e progresso, io da europea sono disgustata dalla pacatezza con cui si affronta questa nuova guerra mondiale che si consuma sotto il nostro naso. Vista così l’Europa fa orrore.

“Così fatti pensieri
quando fien, come fur, palesi al volgo,
e quell’orror che primo
contra l’empia natura
strinse i mortali in social catena,
fia ricondotto in parte
da verace saper, l’onesto e il retto
conversar cittadino,
e giustizia e pietade, altra radice
avranno allor che non superbe fole,
ove fondata probità del volgo
così star suole in piede
quale star può quel ch’ha in error la sede.”
Canti, XXXIV

La svolta finale nel testamento spirituale di Leopardi per vincere contro l’empia natura.
La social catena che sembrano aver dimenticato i nostri rappresentanti, i signori dell’Europa .
Che forse abbiamo dimenticato anche noi.