A cura di Francesca Coletta

“There must be something in books, something we can’t imagine, to
make a woman stay in a burning house; there must be something there. You don’t stay for nothing.”

Ray Bradbury, Fahrenheit 451

Se chiedete a Jalila quale libro le ha cambiato la vita vi risponderà “nessuno”.
Nessuna incontentabile Emma Bovary, né le infinite gesta della famiglia Buendìa, né le profonde rughe di Santiago. Lei non sa dei due innamorati maledetti dalle stelle, né del folle cavaliere Orlando, non ha mai pronunciato alcuna parola della neolingua e non ha sognato le avventure dell’eroe dal multiforme ingegno.
Jalila è una schiava Yazidi, figlia di un popolo perennemente in moto conquistato dall’ISIS, dodicenne costretta ad un’esistenza tormentata dalla umana viltà degli adulti che la circondano. Non conosce speranza ed è vittima di una emergenza nascosta. Con molta probabilità non ha mai avuto il lusso di sfogliare un libro e perdersi nell’odore della carta. In un coraggiosissimo reportage pubblicato sul New York Times e riproposto su alcune testate italiane viene descritta la ferocia della pratica dello schiavismo sessuale ad opera dei combattenti dello stato islamico. Davanti a quel racconto il tempo sembra arrestarsi, con il fiato in gola si susseguono le parole pesanti, macigni sulla carta a raccontare le atrocità cui sono costrette delle donne, delle bambine. Il rituale sempre lo stesso: un uomo si inginocchia per pregare prima del rito, la violenza e poi il silenzio. Non è un racconto di pratiche del passato, è un racconto del presente. Lo stesso presente che richiama il nostro impegno e la nostra attiva partecipazione. Chiama te, chiama me, chiama tutti. Nella lotta tra la barbarie e l’intelletto non possiamo rimanere nel mezzo. Non a caso in questo mese il collettivo di artisti richiamato in Inghilterra dal riservatissimo ed irriverente Bansky celebra la morte della fiaba, nel distopico parcogiochi Dismaland dove la fantasia sembra tanto simile alla realtà, con barche telecomandabili che raffigurano migranti ammassati , con la carrozza fatata di Cenerentola rivolta a terra, con dei neri palloncini gonfiati ad elio che recitano “ I am an imbecile”. I 58 artisti riuniti a celebrare la morte della felicità e la contemporanea bruttezza del genere umano hanno indagato a fondo il soggetto rappresentato, scoprendo senza meraviglia che lo zucchero è terminato nella dispensa della realtà.
Nella bolla occidentale del vivere secondo i comandamenti del dio capitalismo, annebbiati dalla ricerca al benessere incontrollato e vittime del nostro tempo, la realtà oltre l’orizzonte vive e vanifica, se non addirittura distrugge, la bellezza del mondo.

Ora ti chiedo, quale libro ha cambiato la tua vita?
Quando hai provato quel battito profondo al termine dell’ultima pagina, quel brivido di soddisfazione, di rabbia, di delusione, di sazietà. Dove hai immaginato mondi nuovi, epoche distanti, lingue sconosciute? Perché se hai riconosciuto la potenza della parola, avrai compreso che la parola è tutto, la parola è libertà. Iuris Prudentes continua anche nel suo settimo anno di vita a voler essere rivista libera, senza irrealizzabili pretese, con la concretezza della riflessione della realtà che ci circonda, che muove dalle mura della nostra università, ma che spalanca i suoi cancelli per osservare la complessità della società contemporanea.
Tra queste brevi righe, ti invito a trarre dal nuovo percorso che tu lettore hai appena iniziato le mille occasioni che si presenteranno davanti ai tuoi occhi, con gli occhi emozionati di un bambino e con la curiosità viva di chi non si arrende al mondo. Queste pagine di carta tra le mani ti porteranno lontano in Corea, in Laos, negli Stati Uniti d’America per poi toccare il vecchio continente, senza dimenticare la nostra università. Sia la LUISS Guido Carli il gymnasium della coscienza, spazio libero di condivisione e speranze. Sii la ragione per cui Jalila possa ridere per le avventure stravaganti di Alice, sognare la fatale passione della regina Didone e piangere per la morte ingiusta del fedele Patroclo. Nessun ostacolo che incontrerai nel percorso che oggi hai intrapreso, per quanto insormontabile possa presentarsi, ti faccia dimenticare della potenza che le tue parole possono sprigionare. Sii con la forza delle tue azioni testimone di libertà.