A cura di Martina Vetere –

Domenica 23 agosto 2015: dopo varie peripezie atterro all’aeroporto di Arlanda e inizia questa nuova avventura chiamata Erasmus.
Superati i primi giorni tra scartoffie e monete incomprensibili- confusion is a state of mind!-, vado serena all’ Orientation Day, dove ci viene consegnato un plico di fogli con l’iter della giornata e tante altre informazioni. Leggo tutto con la massima attenzione, regalando timidi sorrisi ai miei vicini, e arrivando all’ultima pagina trovo un questionario. Mi soffermo sull’ultima domanda: why did you choose Stockholm? Boh! Fin da bambina sono stata affascinata dai paesi del Nord, forse da quando mio nonno mi promise che un giorno mi avrebbe portato a vedere i fiordi. Sicuramente avrà alimentato questa scelta anche la voglia di allontanarmi il più possibile da casa e riuscire a cavarmela da sola, e la Svezia era la meta europea più lontana che non avrebbe causato un infarto del miocardio alla mia ansiosa mamma, o forse ho sentito così tante storie su Stoccolma che mi sono detta “perché no?”.
Mi sono fatta trascinare quindi dal mito del fascino dei ragazzi svedesi che -al contrario di quanto dicevano i miei amici maschi- sono mooolto ma mooolto più cool delle ragazze, e per fortuna non escono tutti i giorni con l’elmetto da vichingo e non sono tutti alti, biondi e con gli occhi azzurri. Mi attiravano poi quei paesaggi da cartolina con tanta neve, ma a differenza di quanto mi aspettassi Agosto sembra essere un mese piuttosto estivo e i nostri 24° non mi hanno ancora abbandonata. Poi… la Svezia, il regno dell’Ikea! Ma dove? A Baronissi c’è il doppio della roba, con l’unica differenza che i prezzi qui sono un po’ più convenienti!
Per quanto riguarda il cibo, sono partita pensando che avrei fatto indigestione di salmone e aringhe. Ebbene, sono felice di smentire anche questa voce, perché sono qui da una settimana e non ho ancora provato un’aringa! Anzi, la città è colma di ristoranti di tutti i tipi e sono fiera di comunicarvi che predominano quelli italiani, per cui male che vada ho una via di fuga! Ultima cosa, non è vero che gli svedesi sono tutti freddi e cupi: più volte ho chiesto informazioni e tutti hanno preso a cuore le mie richieste. Dopo pochi giorni di permanenza posso dire di essere contenta di aver scelto Stoccolma perché, oltre ai soliti luoghi comuni già sfatati come spesso accade, è una città che trasmette emozioni, dove puoi stare ore a passeggiare sola e goderti il panorama, cullata dal vento e circondata dai meravigliosi palazzi che ti fanno da scudo e che sembra quasi ti abbraccino.
Ah, quasi dimenticavo che secondo l’ennesimo dei luoghi comuni la Svezia dovrebbe essere uno dei Paesi più sicuri al mondo. Spero che questo almeno sia vero!