A cura di Valeria Fiormonti –

Fin dall’antichità, il Laos è stato poeticamente chiamato Lane Xang, “La terra di un milione di elefanti”. Dalle feconde pianure del fiume Mekong agli impervi rilievi dell’Annam, il Laos offre la visione di un paesaggio incorruttibile ed immanente. Eppure, dentro questa meravigliosa cornice, si cela un inquietante mistero che interessa un numero sempre crescente di cittadini, ONG e governi di tutto il mondo: “Where is Sombath?” Era la sera del 15 dicembre 2012, quando si perdono improvvisamente le tracce di Sombath Somphone, membro rispettato della società civile laotiana, conosciuto per la sua attività a favore dello sviluppo sostenibile e vincitore, nel 2005, del Ramon Magsaysay Award (l’equivalente asiatico del premio Nobel per la pace). Le ultime immagini, mostrano chiaramente Sombath fermato da una volante della polizia, fatto scendere dall’auto e caricato su un pick-up. Benché non sia la prima sparizione forzata nella terra laotiana, la sorte di Somphone ha attirato l’attenzione della comunità internazionale che reclama, a viva voce, una risposta dalle autorità governative laotiane. La polemica che ruota intorno al caso, provoca forte preoccupazione tra i vertici del partito unico comunista “Pathet Lao”. Invero, la Repubblica democratica popolare del Laos, con poco meno di sette milioni di abitanti e un PIL pro capite di soli 2.847$, riesce a sopravvivere soltanto grazie agli aiuti internazionali. Per questa ragione, i paesi donatori, sarebbero potenzialmente in grado di esercitare un’influenza positiva sulle dinamiche politiche di un paese logorato dalla corruzione e dalla violenza. Classificato 171esimo su 180 Paesi per la tutela della libertà di stampa, 145esimo su 174 Stati per la percezione di corruzione e 150esimo su 178 per il riconoscimento delle libertà economiche, il Laos è stato definito nel 2011, dall’organizzazione internazionale Freedom House: “la società più repressiva del mondo”. Pertanto, anche se la domanda “Where is Sombath?” probabilmente non troverà mai risposta, il suo eco ha destato dal sonno la coscienza di cittadini di tutto il mondo che chiedono, al governo laotiano, passi in avanti sulla via della democrazia, nella terra una volta popolata solo da elefanti.