A cura di Giuseppe Muscato –

Nastro segnaletico giallo, marcatori numerati vicino ad ogni prova, accesso consentito solo agli addetti. Provate un po’ ad indovinare dove ci troviamo. Sì, avete capito bene: siamo di fronte ad una scena del crimine, luogo divenuto ormai molto familiare grazie al successo di serie tv come CSI e Dexter. Nel processo penale le indagini preliminari sono l’insieme delle operazioni effettuate dalla polizia giudiziaria e coordinate dal PM tese ad accertare, anche attraverso il ritrovamento di indizi, la sussistenza delle condizioni necessarie ad esercitare l’azione nei confronti di uno o più soggetti determinati. Sulla scena del crimine scienza e legge si alleano per assicurare i criminali alla giustizia. Quando due entità entrano in contatto, ognuna lascia sull’altra qualcosa di sé: un individuo che commette un reato lascia quindi una traccia sulla scena del crimine e, parallelamente, qualcosa del luogo del delitto rimane sul reo. E’ questo, all’incirca, il principio di Locard, formulato nel 1910 dal criminologo francese, fondatore del primo laboratorio di medicina legale. Dal principio in questione deriva anche la teoria secondo la quale sono fondamentali le prime 48 ore delle indagini, specie quando si tratta di un’area esterna in cui gli agenti atmosferici e l’attività degli animali potrebbero causare delle alterazioni provocando la distruzione delle prove. Un tassello importante, qualunque sia la scena del crimine, è la determinazione dell’ora e della causa della morte: è il medico legale che, in mancanza di testimoni diretti, deve stabilire l’ora in cui l’assassino ha agito. Inoltre, alcuni elementi presenti sul luogo consentono di realizzare un primo profilo dell’assassino: il cosiddetto modus operandi, la forensic awareness, ovvero la consapevolezza scientifica da parte del killer, e ancora lo staging o messa in scena, cioè la deliberata alterazione della scena del crimine per portare su una falsa pista gli investigatori. Non meno importante è l’analisi delle tracce biologiche: se non sono evidenti, si può ricorrere al test del luminol, una tecnica preliminare che, attraverso una luminescenza causata da reazioni chimiche, permette di individuare macchie di sangue non fresco. Oggi è possibile scovare il colpevole anche a partire da pochissime cellule. Tuttavia le semplici prove scientifiche non bastano: la ricostruzione che avviene in ogni scena del crimine è anche ragionamento deduttivo; solo dalla loro ricostruzione è possibile ottenere una conoscenza certa degli eventi che hanno portato all’esecuzione del delitto. La scienza, che quasi sempre si rivela un’alleata determinante, ha tuttavia in alcuni casi portato a gravi errori giudiziari, qualora, ad esempio le prove addotte fossero solo all’apparenza indiscutibili. Dunque scienza sì, ma non solo!