A cura di Martina Vetere

130 Giorni
5 Mesi
7 Paesi visitati
4598 km lontana da casa
1 milione di sorrisi
..questo è stato e per sempre sarà per me il Grande Nord.

 

Se, di questi tempi, un anno fa, mi aveste chiesto – “Dove ti vedi fra un anno?”- mai e poi mai avrei risposto in Svezia. Mai e poi mai avrei detto che avrei trascorso i cinque mesi più emozionanti e pieni della mia vita in un paese così freddo e diverso dall’Italia. Mai e poi mai avrei immaginato di fare richiesta per un programma del genere, di essere accettata e addirittura di divertirmi così tanto. Diversamente da quanto immaginassi Il 22 Agosto 2015 è iniziata questa meravigliosa esperienza chiamata Erasmus: 5 mesi di nuove amicizie, di viaggi, di esplorazione, di curiosità, di paure sconfitte, di spirito di adattamento, di risate, di inglese e perché no.. di freddo! Nonostante non siano mancate le dovute preoccupazioni iniziali, tra pratiche burocratiche universitarie, disorientamento per strada, terrore di non farsi capire e primi accenni di freddo, Stoccolma è stata un’abile e adorabile madre temporanea. Mi ha insegnato a mettermi in gioco quando serve, senza paura di essere giudicati; mi ha insegnato che sbagliare non sempre è un male ma spesso è un incentivo per migliorarsi e per fare di più; mi ha trasmesso il valore del rispetto per le altrui tradizioni quando ancora mi sembrava paradossale andare a cena alle 18 o togliermi le scarpe per entrare in casa di qualcuno. Questa esperienza mi ha fatto diventare curiosa e aperta alle novità, mi ha aiutato a eliminare i pregiudizi e mi ha insegnato che per dire la propria idea su qualcosa bisogna sempre averla prima sperimentata sulla propria pelle. L’Erasmus ha scatenato qualcosa dentro la mia testa: una irrefrenabile voglia di andare, di non fermarmi mai, di scoprire sempre qualcosa di più, di arricchire il mio bagaglio. Ho imparato ad amare l’arte sotto tutte le sue forme, ho visitato dei posti meravigliosi, ho imparato ad apprezzare la natura sotto tutte le sue sfaccettature. Ho capito cosa sia lo spirito di sacrificio, l’aiuto reciproco, la passione nel fare ciò che ti piace e ciò che ti rende fiero di te stesso. Ho imparato a essere indipendente e a non abbattermi alle prime difficoltà, ad andare avanti senza bisogno di mamma e papà. Ho riscoperto il valore delle cose semplici e ho imparato finalmente ad accontentarmi dell’essenziale. Ho imparato a leggere gli occhi delle persone quando troppi idiomi diversi rendono difficile la comunicazione e ho scoperto l’importanza tanto del silenzio quanto delle parole. In un paese dove la civiltà, la legalità, il rispetto delle regole è all’ordine del giorno, ho capito che basta poco affinché la società possa funzionare al meglio: basta comprare qualche biglietto dell’autobus in più, evitare di gettare un paio di cicche di sigarette per strada o a centrare la pipì nel water per imparare il rispetto verso se stessi e gli altri. Ho imparato che regalare un sorriso ad una vecchietta in metropolitana che ti ascolta parlare un inglese un po’ arrangiato è un ottimo modo di iniziare la giornata. E infine ho scoperto che nonostante le mille diverse etnie, lingue, usi e costumi… è meraviglioso quando ti accorgi che tu e i tuoi amici olandesi, australiani, francesi e tedeschi state cantando la stessa canzone di Edit Piaf, Lana del Ray, Kygo o Makclemore facendo gli stessi ridicoli balletti. L’Erasmus è tutto questo ma tanto altro ancora: è l’opportunità di viaggiare, di conoscere le cose belle del mondo e di sentirti – alla fine- una persona migliore, una persona più ricca, una persona più consapevole e matura.
Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Estonia, Lettonia e Lituania sono paesi apparentemente così distanti sia geograficamente sia per quanto riguarda le tradizioni ma allo stesso tempo accoglienti e, nonostante il clima artico, dei paesi materni.
Adesso, cinque mesi dopo, sono pronta a rientrare a casa, in Italia, al caldo, dalla pizza non plastificata e dall’Espresso senza coloranti; ma porterò per sempre con me questa magica esperienza, conserverò con cura tutte le emozioni e i ricordi che il Grande Nord mi ha regalato. Se avete la possibilità di andare andate, esplorate, ma con un suggerimento: tornate sempre a casa, dopo. La apprezzerete e amerete ancora di più e smetterete di maltrattarla e sottovalutarla, perché in fondo, più viaggiamo più capiamo che niente è equiparabile a casa nostra. Nonostante le mille emozioni, niente vale quanto tornare a casa con un bagaglio così ricco dopo un lungo e meraviglioso viaggio.