A cura di Edoardo Licitra –

Lo scorso 15 gennaio il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha osato dire che i furbetti e gli assenteisti della pubblica amministrazione andrebbero licenziati in 48 ore; la CGIL non ha tardato a controbattere, manifestando il suo autorevole parere, ed ha replicato che una simile norma darebbe adito a processi sommari. Che spirito garantista! Per la prima volta nella storia del nostro Paese si pensa di poter usare un po’ di raziocinio.Per la prima volta è possibile dire come stanno le cose. Ma in cosa consiste l’universo di quel mostro elefantiaco che è la p.a.? Un cullante limbo, una soporifera fascia sociale, in cui stazionare a spese dei contribuenti non è mai stato tanto dolce come in tempi di crisi. Garanzie sindacali, stipendi da capogiro, tutele di ogni natura, è statisticamente impossibile essere licenziati, macchinette del caffè aggiornate prima di qualsiasi altra pratica, e tanto di film da milioni di incassi a descriverne i privilegi e l’ignavia. Qualche esempio: l’Italia è il paese con la maggior concentrazione di sindacati in Europa. E che faranno mai gli imprenditori italiani ai loro dipendenti? In Sicilia il Corpo Forestale dello Stato conta un organico di oltre 22mila persone, praticamente un esercito; peccato manchino le foreste. Le spese della pubblica amministrazione costano ad ogni famiglia italiana circa 1200 euro all’anno (fonte Codacons): soldi che potrebbero essere decurtati dall’oberante tassazione senza colpo ferire. Colpa del sistema, certo. Colpa della scellerata politica di assunzione per fini elettorali, ovvio. Responsabilità di tutti, è vero. Ma cosa succede quando qualcuno osa metter bocca sul problema? Apriti cielo! E che avrà detto mai il Premier Renzi? Chi sa cosa vuol dire lavorare, attende impazientemente che il dantesco contrappasso si verifichi. Chi conosce la produttività, chi sa cosa vuol dire “essere soci con lo stato al 60%”, chi ha visto lo scempio protratto dai sindacati ai danni del buonsenso, chi teme l’orrore dell’ipocrisia che avanza, brama giustizia. Menti razionali di tutta Italia, unitevi. Diffondete l’odio verso l’immobilismo, annientate i fannulloni, estirpate l’idea delle province “mutate” in aree metropolitane. I grandi della storia ci insegnano che le battaglie vanno combattute iniziando dal nostro piccolo e insignificante mondo, è questo il momento proficuo per iniziare a smembrare, pezzo per pezzo, la cultura del privilegio. I presenti pensieri sparsi non vogliono essere un’invettiva, ma uno spunto per una riflessione sulla realtà dei fatti, sul sistema malato che governa il nostro paese e sugli sforzi che ognuno di noi dovrebbe impiegare per incrementare la cultura della produttività, pilastro portante della nostra economia. E’ cosa poi così strana pensare di licenziare in tronco qualcuno che finge biecamente di lavorare?