A cura di Maria Ruocco –

Professor Cassese, da tempo Lei si occupa del fenomeno della globalizzazione giuridica: quali sono i concreti vantaggi dell’applicazione di un diritto globale e, considerando questa ipotesi in termini di fattibilità, quali sono i tempi di costituzione di un diritto globale effettivo?

I vantaggi concreti consistono in questo: si vada in qualunque supermercato e si veda quanti sono i prodotti non realizzati in Italia ma in altri Paesi. Con l’applicazione di un diritto globale si avrebbe una maggiore offerta, costi più bassi perché chi li offrirà cercherà di offrirli a prezzi più bassi e ci sarebbe una maggiore possibilità di scelta. Grazie al commercio globale, inoltre, i Paesi poveri che riescono a produrre a minor costi verranno coinvolti nel mercato e così sarà possibile anche contribuire al loro sviluppo. La globalizzazione giuridica deve far fronte a problemi diversi e come per ogni questione in fieri è imprudente esprimersi in relazione ai tempi di costituzione.

Uno dei fenomeni che caratterizza i nostri giorni è quello della adhocrazia ossia il fenomeno in base al quale per ogni problema viene creata una apposita istituzione preposta alla sua risoluzione. Quali sono le ricadute di questo fenomeno sul principio di certezza del diritto?

Il principio della certezza del diritto è un obiettivo e non una realtà. Il diritto in principio è sempre incerto, va interpretato e sostanzialmente noi tentiamo senza mai riuscirci di dare sicurezza. Quello che si sta creando nel mondo di oggi è un accavallarsi delle discipline che richiede un ordine concettuale e una possibilità di comprensione. Tutto ciò crea anche qualche incertezza,  ma ogni cosa futura è incerta e quindi dobbiamo adattarci a questo certo tasso di incertezza.

Il concetto di democrazia nominale, ossia il pensiero per cui il fenomeno democratico non ha un soggetto ultimo cui riferirsi, è un concetto che può relazionarsi con la “democrazia” a livello soprannazionale e, secondo lei, oggi qual è la natura del fenomeno democratico italiano?

L’espressione “nominal democracy” è una espressione che deriva dal saggio di Bob Coyne di recente pubblicazione in cui il suddetto professore americano afferma sostanzialmente che quella che si manifesta a livello soprannazionale non è una democrazia effettiva. Per quanto riguarda la natura della democrazia italiana posso dire che è molto imperfetta ma che, tuttavia, nessuna democrazia è perfetta. Quella italiana ha molte mancanze ma credo che sia possibile migliorarla e altresì ritengo che la direzione verso la quale ci stiamo dirigendo sia quella giusta.