A cura di Angela Rizzica-

 

Il professor Roberto Pessi è docente di diritto del lavoro e prorettore alla didattica nella LUISS Guido Carli

 

-Il mercato del lavoro sta cambiando ad un ritmo febbricitante: “competizione” sembra essere la parola chiave per tutti coloro che si affacciano al mondo dell’occupazione. A tal proposito quali sono, secondo lei, i principali strumenti che la Luiss offre ai propri studenti? E che marcia in più può fornire l’accurata selezione del profilo?

Secondo me gli strumenti più importanti che l’università offre sono le offerte integrative. È chiaro che oggi il curriculum viene costruito dallo studente con una serie di opzioni nettamente maggiori rispetto al passato: quanto più lo studente arricchisce la sua personalità, meglio è. La nascita delle multinazionali porta alla ricerca di un professionista che risulti appetibile sul mercato, che abbia per esempio una perfetta padronanza dell’inglese e, eventualmente, padroneggi una seconda lingua. Sicuramente serve che lo studente abbia fatto delle esperienze all’estero significative, non riferendomi per forza all’Erasmus ma anche alla Summer School; posso senza dubbio affermare che anche l’esperienza di volontariato positivamente apprezzata dalle aziende e dagli studi legali, ovviamente sempre in base a ciò che “cercano”. In definitiva quello che il mercato richiede è la padronanza della lingua inglese, poi – come è ovvio- ogni ulteriore capacità dello studente è benvenuta. Quello che posso suggerire agli studenti è di sfruttare tutti gli strumenti che sono messi a disposizione dalla Luiss per arrivare il più preparati possibile nel mondo del lavoro.

 

-Parlando di selezione, si ripropone per tutti gli studenti giunti al terzo anno della laurea in giurisprudenza il solito dilemma: quale profilo formativo scegliere. Molti tengono in conto l’elemento occupazione, selezionando un ambito che, almeno teoricamente, offre più possibilità d’impiego. Secondo lei è giusto? O si dovrebbe piuttosto scegliere “col cuore”?

Io credo che vada fatto, come sempre, un bilanciamento tra le ragioni del cuore e quelle della razionalità: bisogna tener conto della propria vocazione; nello stesso tempo, però, ci si deve rendere conto dei propri obiettivi nella vita. Se uno vede come positiva l’esperienza in azienda, è chiaro che ci sono determinati profili che meglio soddisfano questa propensione: per esempio il profilo di Diritto ed economia delle imprese o il profilo di Diritto societario e tributario, nonché quello di Diritto del lavoro. L’unico suggerimento che posso dare anche a rischio di ripetermi è quello di studiare l’inglese, perché serve per qualsiasi esperienza lavorativa, concorsi o meno.

 

-Quest’anno si è svolto il primo “Career Day for Legal” nella sede di via Parenzo. Quali erano le sue aspettative? Sono state soddisfatte? E che tipo di risposta ha potuto riscontrare tra i suoi studenti al termine di questa nuova esperienza?

Gli studenti mi sono sembrati molto interessati, tanto che abbiamo perfino avuto problemi di accesso eccessivo ai banchetti. Una bella esperienza: la ripeteremo, anche se dobbiamo arrivare a considerarlo come un passaggio, una sorta di circuito virtuoso. Questo vuol dire coinvolgere di più gli studi professionali ed immaginare tutta una serie di contatti ulteriori con i ragazzi. È un lavoro complesso, però credo che ci saranno grandi risultati.

 

-L’Ateneo sta implementando la sua offerta formativa per l’anno prossimo con qualche novità? e se sì, può darci qualche “indizio” in anteprima?

 

Cosa bolle in pentola è molto semplice: stiamo valutando la possibilità di inserire già nei profili dei master all’estero. Consentiremo così agli studenti di fare una parte del percorso formativo qui ed una parte fuori dall’Italia. Ovviamente è un lavoro difficile, ma mi sembra che siamo già molto avanti, grazie soprattutto alla collaborazione del professor Nuzzo ed al mio costante impegno. Non so se riusciremo a concretizzare questa novità già dall’anno prossimo, ma sicuramente è uno dei nostri obiettivi.

-A chiosa di questa intervista, vuole dare qualche consiglio ai suoi studenti?

Partendo dalla premessa che il periodo dell’università è il più bello della propria vita – anche se ve ne accorgerete dopo – nulla deve sfuggirvi di quello che propone la Luiss per la vostra crescita professionale ed umana. Noto, infatti, che molti ragazzi si fanno sfuggire diverse opportunità che, al contrario, vanno assolutamente colte. Ovviamente non tutto è per tutti, ma scegliete prestando attenzione ai vostri interessi ed all’offerta. La spinta che dovete avere è quella ad auto-aggiornarvi, sempre.