A cura di Giorgio Buttarelli

 

 

 

La ferocia delle primarie dei Repubblicani statunitensi, anche grazie alla risonanza mediatica degli interventi del magnate Trump, ha proiettato oltreoceano un’ombra sullo scontro in casa dei “Républicains” Francesi. Le elezioni primarie della destra neogollista francese per la corsa all’Eliseo nel 2017 si terranno, infatti, per la prima volta, il 20 Novembre 2017, con un possibile secondo turno a distanza di una settimana. I candidati si affrontano sul terreno insidioso dell’immigrazione e dell’economia. Nicolas Sarkozy non ha ancora ufficializzato la sua candidatura, ma brama vendetta per la sconfitta subita nel 2012. L’entusiasmo dell’ex presidente non trova riscontro in un elettorato fiaccato dalla “sindrome delle vecchie facce”. Sarkozy eviterebbe volentieri di scendere nell’arena delle primarie, consapevole che buona parte della folla sugli spalti, almeno secondo gli ultimi sondaggi, parteggia per il suo rivale ed ex-ministro degli esteri Alain Juppé. L’unico vero rischio per il favorito Juppé è quello di bruciare la propria candidatura nell’ultimo tratto di campagna elettorale, come è accaduto a Edouard Balladur e Dominique Strauss-Kahn. A rincorrere gli ex colleghi di governo François Fillon, forte del successo del suo ultimo libro “faire”, in cui prospetta interventi radicali ed innovativi sul fronte del lavoro e della spesa pubblica. Bruno Le Maire invece, fa dei suoi 46 anni il proprio cavallo di battaglia. Parla tedesco, gode di ottima credibilità in Europa ed accusa Sarkozy e Juppé dei trent’anni di stagnazione economica in Francia. Nathalie Kosciusko-Morizet ha ufficializzato la sua candidatura l’8 marzo, in occasione della giornata internazionale dei diritti della donna. La sua discesa in campo rischia di indebolire Juppé e potrebbe sovvertire gli equilibri della partita. Anche Jean-François Copé, ex segretario generale dell’UMP, la deputata europea Nadine Morano, Hervé Mariton, noto per la sua ferma opposizione ai matrimoni omosessuali, Jean-Fredric Poisson, successore del vertice del PCD e Frédéric Lefebvre, vecchio portavoce di Sarkozy, si gettano nella mischia. Donc, que le meilleur gagne!