A cura di Giulia Midei

Ai sensi del tredicesimo articolo della nostra costituzione, la libertà personale è “inviolabile”. Si tratta di una delle principali libertà individuali delineate in sede ordinamentale, una situazione giuridica soggettiva riconosciuta dallo stato italiano a tutti i suoi cittadini. La norma, estremamente garantista, fa riferimento non solo ad una libertà fisica, di movimento e circolazione, ma anche ad una libertà di tipo morale da cui derivano una miriade di diritti, quali quello al nome, all’immagine, e soprattutto alla dignità umana. L’importanza del tema in esame si deduce chiaramente anche dal secondo articolo della costituzione, secondo il quale la Repubblica “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali nelle ove si svolge la sua personalità”: la libertà, nel suo significato più ampio, appare, anche dal tessuto costituzionale, come il bene più prezioso di cui gli esseri umani dispongono. Non a caso, le pene più gravose previste dal nostro stesso ordinamento non si traducono in altro che nella reclusione detentiva. La libertà non è che la pura espressione di ogni uomo, il riflesso del suo essere, della sua mentalità, della sua unicità nella società e nel mondo. Un vero e proprio dono, oggi purtroppo negato a tanti popoli che tentano di inseguirlo come fosse un’utopia. Simpaticamente, anche il classico disney “Aladdin” ci ricorda, attraverso le parole del genio della lampada, che essere liberi, e quindi essere padroni di se stessi, è “la cosa più preziosa di tutte le magie, di tutti i tesori, di tutto il mondo”, anche dei fenomenali poteri cosmici. Il diritto alla libertà è il vero motore del mondo e della vita, anche se spesso violato o disprezzato. Noi, in qualità di uomini, non dobbiamo che rispettarlo nella sua magnificenza e grandezza.