A cura di Martina Nunziata

<<Essere, o non essere :questo è il dilemma>>, accettare la nostra natura di uomo quale anello finale della creazione oppure metterla in discussione? L’indecisione, quell’eterno incolmabile stato di dubbio che offusca la nostra capacità di giudizio facendoci indietreggiare davanti ad una scelta, trova il suo fondamento nell’indiscutibile assenza di certezze che attanaglia la nostra vita. Nessun punto di riferimento, nessuna indicazione da seguire, la nostra stessa esistenza è avvolta nel mistero. A nulla servono sentenziosi aforismi o parole utopiche che si dissolvono nel vento, la retorica del “cogito ergo sum” diventa inconsistente di fronte alla relatività e la frammentarietà del mondo circostante. Ed ecco che facciamo dell’incertezza il nostro habitat naturale, tendiamo verso una continua accelerazione senza poter prevedere l’arresto, costretti a scrivere la biografia della nostra vita senza conoscerne il finale nella speranza di saziare il nostro insaziabile desiderio di certezza. Questa frustrante intangibilità del reale con tutte le sue forti contraddizioni matura in noi la necessità di fare del “carpe diem” oraziano il leitmotiv della nostra vita, costringendoci a vivere l’estasi temporale dell’assoluto presente con la sua fugacità e tutti i suoi improvvisi cambi di rotta. La vita riserva sempre un’alternativa e ci pone continuamente di fronte ad una scelta senza alcuna possibilità di deroga.  Cosí brancoliamo nel buio, in una posizione instabile tra il fumo nero dell’indecisione, con la mente offuscata dal bagliore di aspettative destinate ad infrangersi a seguito del forte impatto con la realtà. Il filosofo Kierkegaard sosteneva che quando il singolo viene “gettato nel mondo”  ciò che lo accompagna è una situazione di pura angoscia come conseguenza necessaria della precarietà e dell’indeterminatezza della propria esistenza. Ma se da un lato l’incertezza si traduce in un sentimento di angoscia verso ciò che ci è ignoto ,dall’altro può tramutarsi in una risorsa necessaria, un’arma potentissima per combattere i demoni della casualità e della contingenza. Spesso si sottovaluta l’incidenza che ogni scelta compiuta dal singolo determina sull’andamento complessivo delle cose. Ad ognuno di noi, quali individui unici ed irripetibili, è data una libertà fondamentale non derogabile nell’hic et nunc della nostra esistenza finita e concreta: la libertà radicale di vivere così come scegliamo di essere.