A cura di Paolo Fernandes-

17 settembre 2004, Noordwiijk, Olanda Meridionale. I rappresentanti di Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Paesi Bassi firmano la dichiarazione di intenti che darà i natali alla Gendarmeria Europea. Nel 2007 viene siglato il trattato di Velsen, che ne definisce struttura, funzioni e poteri. Negli anni seguenti ai cinque fondatori si uniscono prima Romania, poi Polonia e Lituania. Da allora, di EUROGENDFOR si è parlato poco. Le opinioni, com’è ovvio, sono divergenti, e spaziano dagli improbabili complottismi di chi la vede come una novella GESTAPO, braccio armato di fantomatici poteri forti pronto ad intervenire per sovvertire l’ordine costituito, fino ad altrettanto inspiegabili entusiasmi.
Lo strumento di cui parliamo, infatti, nonostante abbia ormai superato il suo decimo compleanno, è tutt’ora in una fase embrionale. Pochi gli effettivi, estremamente raro il suo utilizzo (SAHEL, Mali, Haiti), prevalentemente con scopi umanitari o di supporto ed addestramento alle forze armate locali. La Gendarmeria Europea, tuttavia, ha un potenziale enorme, ed attualmente inespresso. Lo stesso articolo 4 paragrafo 3 del trattato di Velsen individua tra i suoi obiettivi quello di proteggere i confini dell’Europa, così come quello di combattere la criminalità, anche transnazionale.
Sebbene non si tratti di uno strumento propriamente dell’Unione, in quanto governato da un Comitato Interministeriale, esso può da quest’ultima essere utilizzato nell’ambito della Politica Estera di Difesa Comune.
Proprio in un momento simile, in cui le crisi umanitarie e la lotta al terrorismo scuotono le colonne su cui da decenni l’Europa poggia, ricorrere ad EUROGENDFOR potrebbe rivelarsi risolutivo.
L’alternativa ai muri, ai gomitoli di filo spinato, ad improbabili accordi con altrettanto improbabili partners internazionali c’è, e sarebbe anche quasi pronta per l’uso.
Con un migliore inserimento nell’architettura dell’Unione, l’adesione di altre forze di polizia, ed una maggior trasparenza e democraticità nella sua gestione, l’utilizzo di EUROGENDFOR rappresenterebbe senza dubbio una “terza via”, non meno impervia, ma forse più efficace, per superare molti dei problemi che ad oggi minacciano il sogno di un’ Europa Unita.