A cura di Giuseppe Muscato-

Una strana atmosfera, quasi pittoresca, pervade la città di Dublino. Un turista qualunque l’apprezzerebbe. Un giovane studente di legge come me non può che rimanerne affascinato. Le sorprese cominciano dal nome: deriva da “An Dubh Linn” così veniva chiamato l’insediamento vichingo caratterizzato da una “black pool” naturale che ne spiega il nome.Il fiume divide la città in due parti: la riva sud è, a mio avviso, la parte migliore della città.

Qui troviamo tutta l’eleganza di Dublino, quella della Grafton Street e dei suoi negozi, l’imponente Dublin Castle e, affianco alla Parlament Square, il Trinity College. Questi ultimi due centri di interesse rappresentano a ben vedere due diverse anime di Dublino: quella più antica delle travagliate lotte per l’indipendenza e quella più giovane della cultura e della ricerca.

Il castello è infatti simbolo dell’occupazione britannica in seguito all’Act of Union del 1800, mentre il prestigioso complesso universitario che si estende per circa 16 ettari dimostra che questa città è un luogo perfetto per lo studio e la formazione.

Dublino è la meta ideale per coniugare alla perfezione dosi di divertimento e di impegno. E per chi volesse dubitarne, ritenendo che un soggiorno a Londra possa essere di gran lunga più piacevole, ecco tre buoni motivi per andare a Dublino. Primo motivo: l’ottima combinazione fra stages e corsi di lingua intensivi. Secondo motivo: l’esclusiva visita al museo della birra Guinness Storehouse, dal quale si può accedere al Gravity Bar e ammirare una vista dall’alto della città che fa invidia anche al London Eye. Terzo motivo: la vivacità dei numerosi e coloratissimi festival che si svolgono durante l’anno: dall’euforia del St. Patrick day, all’equitazione con la Racing Fixture, passando per i grandi eventi letterari come il Dublin writers festival e il Bloomsday festival, il quale celebra le opere dello scrittore James Joyce.

E’ difficile descrivere in poche righe l’emozione di un soggiorno in Irlanda. Tanti sono i ricordi impressi nella mente come cartoline: l’allegria dei Dubliners, i sorrisi bonari, il vento frizzante che proviene dal vicino mare, le ostriche gratinate da accompagnare con un po’ di galic bread, quell’inglese non proprio british (ma che va bene lo stesso!)…