A cura di Alberto Rando-

Primarie destra gollista: ballottaggio Fillion-Juppè, Sarkozy fuori dai giochi.

Domenica 20 novembre si è tenuto in Francia il primo turno delle primarie per il centro-destra, e l’affluenza è stata notevole, dato che 4 milioni di Francesi si sono recati alle urne per scegliere il futuro candidato della destra repubblicana gollista alle elezioni presidenziali del 23 aprile 2017. I candidati erano 7, tra cui una donna, Nathalie Kosciusko, Morizet, che ha ottenuto il 2,6% dei consensi.

Al primo turno si è aggiudicato il 44,2% dei voti Francois Fillion, mentre il 28,5% è andato ad Alain Juppè. Saranno loro i due canditati al ballottaggio di domenica 27 novembre. Nicolas Sarkozy, ex presidente, ottiene soltanto il 20,6% dei voti; secondo dichiarazioni, il 62enne dovrebbe uscire dalla vita politica attiva e ora il suo appoggio va a Fillion.

Chi è Fillion? E’ un cattolico, coetaneo di Sarkozy; viene da Le Mans, è amante delle auto da corsa ed anche pilota. E’ padre di 5 figli ed è stato ministro dell’Educazione Superiore nel governo Balladour e poi ministro delle Tecnologie e successivamente delle Telecomunicazioni. Fillion si è spesso espresso contro gli impieghi nel settore pubblico ed è contrario alla maternità surrogata; insomma un convinto conservatore.

Sia il centro-destra che i socialisti cercano di ergere argini contro l’ondata nazionalista ed euroscettica filorussa cavalcata dal Front Nazional di Marie Le Pen, che è, secondo quasi tutti i sondaggi, già al ballottaggio del 7 maggio 2017. Ovviamente rafforzata dalla Brexit e dall’elezione di Trump, la destra nazionalista è ad oggi il primo partito di Francia; diviene probabile un’alleanza socialisti-gollisti per il ballottaggio. 

Ma mentre il centro-destra ha già una iniziato a costruire, i socialisti, il partito del presidente Hollande, sono più che mai divisi, con varie proposte per le primarie del 22 gennaio e il successivo ballottaggio del 29. Infatti per le primarie oltre all’uscente Hollande, molto impopolare, si presentano vari esponenti della sinistra del Partito, il leader ecologista De Rugy e il democratico Bennahmais. Soltanto a fine gennaio si vedrà la risposta dello schieramento di centro-sinistra alla Le Pen ed alla destra gollista.

Non va affatto dimenticato Macron, ex ministro dell’economia di Hollande, che si presenta con un proprio movimento:”En marche!”(in marcia). Rappresenta un ostacolo più che altro per i Socialisti, poiché guadagna simpatie tra moderati di sinistra, pur essendo un movimento che si definisce:” né di destra né di sinistra”. Banchiere, 38 anni, liberale di sinistra, Macron è stato accostato a Blair e persino a Kennedy, forse ancora troppo presto per dirlo, ma emblematico ugualmente.

Quindi la Francia in primavera giocherà una partita importante per il suo futuro ma cruciale per l’incerto futuro dell’Unione Europea.