A cura di Michele Enrico Montesano-

Oggi c’è il derby Lazio-Roma… Ma che cos’è un derby? Ma soprattutto da dove deriva questo nome bizzarro? Il derby è il nome per indicare le corse ippiche di galoppo, o trotto, riservate ai puledri di 3 anni. “The Derby” fu istituito in Inghilterra, nel 1780, dall’allora conte di Derby (città da cui il nome della competizione trae origine) Edward Stanley.
Il termine derby si è poi esteso fino a comprendere tutte le competizioni sportive molto sentite. Tuttavia, quando si utilizza questo vocabolo s’intendono, generalmente, gare calcistiche della stessa città, regione o con particolari rivalità. La stragrande maggioranza dei derby è composta soprattutto dalle prime due categorie. Le stracittadine, in Italia, sono 5. Esse si giocano a Milano, Torino, Genova, Roma e Verona. Vediamole più da vicino.
Il derby di Milano, è conosciuto anche come derby della Madonnina per via della della statua, ideata da Giuseppe Perego, posta in cima al monumento più famoso di Milano. Fu giocato da Milan e Inter per la prima volta nell’ottobre del 1908, in un’amichevole a Chiasso. La compagine rossonera prevalse su quella nerazzura. Dopo 50′ (si giocarono due tempi da 25′) il punteggio si fermò sul 2-1. Bisogna sottolineare che però quello non fu il primo derby di Milano. Il Milan, infatti, si fronteggiava da diversi anni con un’altra squadra (che poi si fuse con l’Internazionale nel 1928) nota come Unione Sportiva Milanese. Spostandoci a Torino possiamo affermare che il primo derby in assoluto si giocò proprio nella prima capitale del Regno d’Italia. Purtroppo, però, non ci sono dati certi o ufficiali. Sappiamo che si giocò a Torino dopo il 1889, anno in cui fu fondata la seconda società di calcistica italiana per volere di Luigi Amedeo di Savoia: la Nobili Torino. La squadra era composta, come il nome stesso suggerisce, dalla nobiltà torinese. Così il Football & Cricket Club Torino, fondato da Edoardo Bosio due anni prima, trovò un avversario da fronteggiare. Perlomeno fino al 1891, anno in cui le due società torinesi decisero di fondersi per dare vita all’Internazionale Torino, la cui presidenza fu assunta da Luigi Amedeo di Savoia. Quel lontano calcio pionieristico fatto di rivalità ed agonismo ha conservato e dato vita nel tempo ad uno dei derby più accesi e seguiti d’Italia: il derby della Mole, che oggi si disputa tra Juventus F.C. e Torino F.C. ma domani, da quanto ci insegna il calcio, chissà.
Il derby di Genova è attualmente uno dei più recenti, ma non l’ultimo, per via della Sampdoria, un club molto giovane con appena 70 anni di storia. Il primo incontro tra la Samp e il Genoa si disputò nel novembre del ’46 e vide prevalere la formazione blucerchiata per 3 a 0. Ma il Genoa affrontò prima degli attuali rivali con cui si contende la supremazia cittadina: l’A.C. Liguria, l’A.C. La Dominante (che riprende il nome con cui era conosciuta la repubblica di Genova), l’A.C. Sampierdarenese e l’Andrea Doria. E’ anche soprannominato come il derby della Lanterna per via del faro portuale che accoglie o saluta le imbarcazioni in transito.
Verona detiene due record, il primo è dovuto al fatto che nella città si disputa il derby meno longevo d’Italia. Hellas Verona e ChievoVerona si sono affrontate la prima volta nel dicembre del 1994 al Bentegodi, nonostante la prima sia stata fondata nel 1903 e la seconda nel 1929. Ciò è dovuto al fatto che il Chievo ha sempre giocato nelle serie minori, fino al 1994, anno in cui vince il campionato di serie C1, approda in B e disputa, per la prima volta della sua storia (e dell’Hellas), il derby dell’Arena o della Scala (per via della famiglia scaligera che governò Verona per oltre un secolo). Il secondo record lo deve al proprio status di città. È infatti l’unico derby che non si gioca in un capoluogo di provincia.
Dulcis in fundo…il derby di Roma…c’è poco da dire, ma molto da vedere. Forse l’unica cosa che non si sa è che le due squadre romane non sempre hanno giocato l’una contro l’altra ma talvolta hanno affrontato insieme, a ranghi unificati, per fronteggiare compagini straniere e non. Sono in totale 7 le volte in cui giocatori della Lazio e giocatori della Roma hanno condiviso spogliatoio, schemi, giocate e passaggi. In ogni partita disputata, però, si rimprovera alla rappresentativa romana la scarsa intesa. Vinsero 3 delle 7 partite disputate dal ’28 fino all’ultima, la più toccante, del ’79, per commemorare la morte di Vincenzo Paparelli, avvenuta appena quattro settimane prima dell’incontro.
Immaginare un’unione del genere oggi fa sorridere, ma il bello dello sport è proprio questo: unisce. Poi però se si va d’accordo è anche meglio.