A cura di Pierpaolo Canero

Abbiamo fallito. Dopo il voto del referendum, indipendentemente dal risultato sono sicuro di una cosa, che noi cittadini e società abbiamo fallito. Alla luce delle votazioni in Inghilterra e in America,  posso essere sicuro del fatto che l’intero mondo occidentale abbia fallito. Non per i risultati ottenuti ma perché abbiamo dimostrato di non rappresentare i valori fondanti della nostra società.

Abbiamo avuto la presunzione di non poter più sbagliare, di considerarci evoluti, la presunzione di essere l’ultimo stadio della civiltà. Mentre ci crogiolavamo negli allori di una lunga era di pace siamo diventati deboli, molli, senza nerbo, avulsi da qualsiasi tipo di responsabilità, portatori di un giustizialismo sentenzioso, presuntuosi di una becera ignoranza, orgogliosi di una società costruita dai nostri padri di cui ci siamo saziati con avidità.

La Costituzione è morta, ciò per cui i nostri avi hanno lottato è finito e non per il voto del referendum, ma per ciò che siamo diventati. Abbiamo distrutto il sano equilibrio tra diritti e doveri che era in capo ad ogni cittadino. Una prolungata politica garantista ha portato a dimenticare il ruolo dell’individuo e nel momento di criticità si è rivelata in tutta la sua fragilità palesando una grande lacuna lasciata nel campo della sensibilizzazione civile. Noi non ci sentiamo in dovere verso lo Stato, anzi è lui in dovere verso di noi. Ci deve tutelare poiché abbiamo dei diritti, tuttavia per la gran parte lo ripudiamo, non lo rispettiamo, lo consideriamo corrotto. Vogliamo che le cose siano diverse, chiediamo più giustizia, più rappresentanza! Che ipocriti… Quanto siamo ingordi, quando siamo rapidi a chiedere altro senza guardare neanche ciò che abbiamo nel piatto: il consumismo dei valori. Allo Stato non abbiamo fatto altro che chiedere tutele, garanzie e quest’ultimo da bravo organo politico qual è ha ben pensato di viziare i propri figli. Ci siamo dimenticati che lo Stato siamo noi o meglio ce lo ricordiamo quando ci fa comodo. Se bisogna dare la colpa a qualcuno è colpa dello Stato ma quando bisogna andare a votare o si deve chiedere qualcosa improvvisamente torniamo noi ad essere lo Stato. Vogliamo la sanità pubblica, vogliamo servizi efficienti, pulizia per le strade, un’istruzione adeguata però allo stesso tempo vogliamo pagare poche tasse, evadiamo, non timbriamo i biglietti del bus, imbrattiamo le pareti e non raccogliamo la cacca dei cani. Chiediamo la reintegra dal licenziamento, il mitico posto fisso, cassa integrazione, ferie più lunghe, meritati riposi, la pensione, stipendi più alti perché il cattivo datore (dipinto come una ridicola figura ottocentesca) ci vuole sfruttare come se il suo primo pensiero la mattina fosse quello di licenziare quattro dipendenti che hanno lavorato duramente ma vi svelerò un segreto: se sei competente non ti licenziano. Ogni diritto ha un costo ed è bene che lo teniamo in mente.

Piuttosto che assumere i nostri doveri e le nostre responsabilità siamo pronti a far cadere un governo o cambiare la costituzione.

La nostra costituzione dall’art.1 all’art. 54, si basa su principi che ottemperano un equilibrio tra diritti e doveri che riporto in maniera puntigliosa prima di arrivare alle mie conclusioni quelli riguardanti i doveri. Questa scelta è poco vincente da un punto di vista giornalistico, ma è bene che per una volta la pappa non ci venga servita pronta come va di moda ora. Dunque i punti sono i seguenti:

Art 2. ‘’Adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale’’

Art. 4 comma 2 ‘’Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società’’

Art. 10 comma 2-3 ‘’ L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.’’ A un diritto corrisponde un dovere in capo gli italiani.

Art. 19 ‘’ Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buona costume’’ A un diritto corrisponde un dovere in capo agli altri.

Art. 21 comma 1 ‘’Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’’. A diritto corrisponde dovere in capo agli altri.

Art. 22 ‘’Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.’’

Art. 30 ‘’ E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio’’

Art. 48 comma 2 ‘’Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico’’

Art. 52 comma 1 ‘’La difesa della patria è sacro dovere del cittadino’’

Art. 53 ‘’Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva’’

Art. 54 ‘’ Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la costituzione e le leggi’’

Lascio alla coscienza il giudizio su noi stessi, d’altronde abbiamo la coscienza a posto no? Riconosciamo gli organismi sovranazionali, non vogliamo mica uscire dall’UE e non rispettare le sue direttive. Riconosciamo i diritti allo straniero, sicuramente non fondiamo partiti che abbiano alla base l’odio razziale. Svolgiamo secondo le nostre capacità un’attività lavorativa, non usiamo certamente le ‘’conoscenze’’ per piazzarci a lavoro o siamo assenteisti. Rispettiamo le religioni altrui concedendo sempre loro la libertà di professare, non li vogliamo in alcun modo cacciare. Moriremmo tutti per la patria. Tutti noi concorriamo alle spese pubbliche senza evadere, senza assumere in nero. Paghiamo sempre il biglietto del bus. Tutti noi osserviamo la costituzione e le leggi, si è vero le osserviamo ma non le leggiamo.

Però come siam lesti dall’altro lato a domandare i nostri inviolabili diritti! Siamo dei bambini viziati che non sanno fare altro che chiedere. Non ci spetta alcun diritto se non compiamo prima i nostri doveri.

Questi erano i principi su cui si fondava l’Italia e l’occidente, converrete con me che il fallimento è totale. 

Abbiamo scritto belle cose ma ci siamo dimenticati di attuarle, pensando che dal momento che sono su carta allora siano efficaci, che allora fossimo tutti angeli, dimenticando che sta a noi attuarle. Il diritto non è sopra l’uomo ma al suo livello, il diritto si concretizza nell’uomo, se quest’ultimo non lo riconosce è solo carta straccia.

“Tempi avversi creano uomini forti. Uomini forti creano tempi tranquilli. Tempi tranquilli creano uomini deboli. Uomini deboli creano tempi avversi.”

Noi siamo uomini deboli.