A cura di Giuseppe Muscato

La mattina del 5 dicembre 2016  sarà ricordata negli anni avvenire probabilmente come l’alba di un nuovo inizio, di un nuovo scenario, i cui contorni non sono facili da definire. L’alba di un futuro  incerto.  L’alba della vittoria per il fronte del no. Ma Questa fredda mattina, aggiungo io,  sarà ricordata anche come il giorno delle conferme.  Della conferma che fare politica contro qualcuno è più facile che fare politica per qualcosa. Che  E’ facile vincere facile. Che è facile criticare qualcuno, un po’ più difficile fare meglio. Della conferma che spesso si cade in contraddizione, e si finisce per tornare sui propri passi, quando è più conveniente schierarsi contro il nemico comune.  Ma è anche il giorno in cui nel bene o nel male trionfa la democrazia. Il giorno in cui, messe da parte ogni paura contro il rischio di autoritarismi, si apre lo spazio per un’altra importante conferma : la conferma che l’Italia è un paese democratico. Un paese con una costituzione bellissima  anche senza la riforma.  Una riforma che  avrebbe però costituito una grande opportunità  per cancellare via dei difetti di cui il nostro paese è viziato. Ma in ogni caso questa mattina di dicembre mi auguro possa essere il momento della riflessione, ma anche della presa di coscienza: che  sono molte ancora  le occasioni per rendere il sistema  più efficiente ed economico, e rendere l’Italia un paese  sempre più competitivo. E che per fare ciò bisogna guardare al futuro, con una vena di ottimismo e voglia di cambiamento.