Il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi commosso gurda per l'ultima volta il palazzo del Quirinale, sua dimora per sette anni. Il Presidente si e' poi diretto a via Anapo nel quartiere Trieste di Roma, sede della sua prossima abitazione. ANSA/ETTORE FERRARI

A cura di Manuela Romaniello-

“L’essere chiamato a rappresentare l’Italia, a essere garante della sua Costituzione, l’ho vissuto non solo come un altissimo mandato, ma soprattutto come un dovere, una missione. Per questo ho voluto abitare, con mia moglie, sin dal primo giorno, nel Quirinale: da sette anni è la mia casa, la casa del presidente della Repubblica, la casa degli italiani” così recitava il nostro ex Presidente della Repubblica in un famoso discorso tenutosi al Senato. Non a caso, quello di Ciampi, è un discorso che per l’intero popolo italiano ha un significato ben delineato, cioè che l’uomo schivo, eletto plebiscitariamente capo dello Stato, rappresenta il responsabile delle istituzioni dentro al Quirinale, il portavoce della patria che ha difeso la Costituzione e tutelato l’unità del Paese.

Banchiere centrale e uomo politico, Ciampi nasce a Livorno il 9 dicembre 1920. Nel 1941 consegue la laurea in Lettere e il diploma della Scuola Normale di Pisa, poi nel 1946 si laurea anche in Giurisprudenza. Dall’aprile 1993 al maggio 1994 diventa presidente del Consiglio, stando a capo di un governo chiamato a svolgere un compito di transizione, tecnico di “pronto intervento”, con lo scopo di difendere il buon nome della politica derisa dagli scandali di “Mani Pulite”. Inoltre, in quello stesso anno, diviene governatore onorario della Banca. Il 13 maggio del 1999 viene eletto, in prima votazione, decimo presidente della Repubblica Italiana: in questa veste, Ciampi cerca di diffondere tra gli italiani “quel patriottico sentimento nazionale che deriva dalle imprese del Risorgimento e della Resistenza e che si manifesta nell’inno di mameli e nella bandiera tricolore”.  

Ciampi è stato il Presidente che ha avuto il più alto indice di gradimento popolare nei sondaggi fatti dai vari istituti italiani, con una media oscillante tra il 70-80%, rimanendo sempre, perciò, il simbolo cui gli italiani affidavano la loro fiducia e che consolidava, con la sua figura istituzionale, lo stesso ruolo del Presidente della Repubblica.

Purtroppo, lo scorso 16 settembre, si spegne all’età di 95 anni questo squisito uomo, che prima di essere un ottimo politico, è stato l’orgoglio italiano per eccellenza e a noi tutti spetta il dovere di ricordarlo come merita.