A cura di Anonimo

Amore mio,

Qualche giorno fa ti ho detto che nonostante i nostri problemi -che sono problemi che tutte le coppie si trovano prima o poi ad affrontare e che tutte le coppie affrontano in maniera diversa a seconda del tasso di profondità della loro relazione (ad un rapporto “maturo” seguono problemi “adulti”, ndr)- sono assolutamente convinto che la parte bella della nostra relazione abbia sempre avuto la prevalenza su quella meno bella: sulle preoccupazioni, sulla distanza, sulle lacrime.

Quello che non ti ho detto però è il perché io abbia maturato questa convinzione. Ho pensato perciò di elencarti le cose che amo di te e di noi. A futura memoria. Affinché d’ora in poi, ogni volta che lo sconforto o la solitudine rischieranno di prendere il sopravvento, potremo ricordarci di questo elenco incompleto ed utilizzarlo per non dimenticare mai quali cose sono veramente importanti e quali no.

Tuttavia hai ragione, nel periodo di tempo che abbiamo trascorso insieme ti ho taciuto troppi problemi. Non mi rammarico però eccessivamente di questo. Mi rammarico, invece, di tutte le volte in cui (per pigrizia? perché in una relazione di lungo corso si finisce per adagiarsi sulle proprie convinzioni?) non ti ho detto quanto ero e sono innamorato di te. Mi rammarico, poi, di tutte le volte in cui non sono stato ancora più flessibile e non ho fatto prevalere il “noi” all’ “io”. In fondo smettere di venirsi incontro è l’errore più grande che si possa commettere, non trovi?

Anche pochi minuti fa, chiudendo quella telefonata. Ti ho detto: “ti voglio bene”. Ma non è così. O meglio, è anche così. Perché quello che provo per te è molto più complesso ed è proprio questa la prima cosa di te che amo. Amo, cioè, la nostra complessità.

Il fatto che abbiamo delle categorie tutte nostre, che si fondano su dei valori comuni. Il fatto che, quando ci diciamo che ci amiamo, anteponiamo a tutto il resto la componente del rispetto. Perché l’amore sta al rispetto come le parole stanno ai fatti: gli uni e gli altri, se non si susseguono, rimangono vuoti. Perciò questa mattina a telefono avrei dovuto concludere la nostra conversazione dicendoti:“ricordati che sei la persona al mondo che più rispetto e perdonami per le volte in cui non te l’ho dimostrato.” Perché rispettandoti ti amo.

Un’altra cosa che amo della nostra relazione e che spesso ho mancato di dirti è la comune determinazione. Sicuramente alcune volte può essere stata la causa di qualche nostro litigio, ma la verità è che molte più volte è stata la nostra salvezza. Perché un altro minimo comun denominatore dell’amore è senza dubbio la determinazione. E’ senza dubbio la forza di volontà. E’ senza dubbio la caparbietà con cui si decide di perseguire i propri desideri.

Ho sempre pensato, infatti, che l’amore sia un asintoto. Cioè una retta alla quale le altre curve presenti in un piano possano solamente tendere, senza mai toccarla. Raggiungendola esclusivamente all’infinito. L’unico modo per essere innamorati è quello di desiderare infinitamente di esserlo. L’unica curva, cioè, che può sperare di raggiungere l’asintoto “amore” è solo quella del “desiderio di amare”. Per essere innamorati, dunque, occorre un’incredibile determinazione. Occorre rinnovare la propria scelta ogni mattina, convincendosi di esserlo.

Non c’è nulla di male in questo. Non è una visione disincantata. E’ semplicemente il punto di vista di chi ha imparato che la vita non ti regala nulla, senza sacrifici. Di chi sa bene, poi, che proprio la determinazione è la componente essenziale di quei sacrifici e che, dunque, essa è anche una delle componenti indispensabili dell’amore. Perché quanto devi avermi amato per aver sopportato ogni giorno quell’accappatoio giallo che puntualmente lasciavo in camera, mentre l’unica cosa che mi avevi raccomandato fin dalla prima volta in cui ho dormito da te era quella di riportarlo in bagno.

Da ultimo voglio dirti che ti amo perché hai sofferto tanto. Uno stupido assimilerebbe questo sentimento alla compassione. Non c’è nulla di più sbagliato. Quella di cui parlo per me è la forma più alta di stima che si possa provare per un’altra persona. Osservare la compostezza e la forza con cui affronti le avversità mi lascia ogni volta esterrefatto. Mi meraviglierò sempre di quanto per te situazioni apparentemente complesse non rappresentino un problema. Questo perché conosci il dolore. Perché sai meglio di me (e di tutti quelli che conosco) cosa vuol dire soffrire. Perché il dolore ti ha resa più buona(, la persona più dolce che conosca). Perché il dolore, allo stesso tempo, ti ha resa più forte ma ti ha resa anche più debole. Perché non so spiegarlo meglio e non posso che sperare, con le lacrime agli occhi, che tu abbia capito cosa voglio dirti. Perché non ho mai ammirato nessuno come ammiro te.

Perché ho voglia di ricominciare archiviando per sempre quello che non ha funzionato. Perché hai il sorriso più bello che abbia mai visto. Perché sei stupenda.