GEPA-2505012301 - LAUSANNE,SCHWEIZ,25.MAI.01 - SPORT DIVERS - Features zum Thema Doping. Bild zeigt ein Feature mit einer Spritze und Medikamenten. Foto: GEPA pictures/ Panoramic - Achtung - Nutzungsrechte nur fuer oesterreichische Kunden ATTENTION - COPYRIGHT ONLY FOR AUSTRIAN CLIENTS

A cura di Alberto Rando-

Doping Russia: ancora una volta il conflitto distrugge ed annichilisce valori universali.

 Lo sport è oggi tormentato da una tenia, vorace e persistente, che lo divora da dentro: il doping.

La Commissione d’inchiesta dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) rivela in ben 151 pagine di rapporto che circa 1000 atleti russi di ben 30 discipline sportive sono risultati positivi ai tests antidoping .

Ma questo è l’ennesimo capitolo dello scontro mondiale in atto, vediamo meglio come mai.

Pare che esistesse una vera e propria “cupola “ del doping di Stato con a capo il ministro dello Sport Russo

 Mutko, insieme ai Servizi Segreti del Cremlino, e che fosse stato creato un vero e proprio laboratorio-ombra nella periferia moscovita per dopare gli atleti e falsificare i tests, operante dal 2011.

Lo realtà prospettata supera la fantasia di ogni spy-story (da 007 a Mission Impossible), riportando alla memoria la Repubblica Democratica Tedesca (DdR), nota per i dubbi sulle prestazioni sfavillanti dei suoi atleti e delle sue atlete.

Sono quindi sospette le ottime prestazioni russe alle Olimpiadi di Londra 2012, ai mondiali di atletica di Mosca 2013 e le Olimpiadi invernali di Sochi 2014.

Solo per chiarire: a Londra 2012 la Russia aveva conquistato 83 medaglie, solo nell’atletica 17, di cui 8 d’oro.

Già nel 2015 la WADA aveva squalificato vari campioni russi di Atletica; mentre per Rio 2016 aveva richiesto l’esclusione dell’intera Federazione Sportiva Russa, ma il Comitato olimpico si era limitato all’esclusione della sola Federazione russa di Atletica.

Gli effetti poi si sono estesi persino ai Giochi Paraolimpici, escludendo sportivi russi e sdegnando il mondo intero.

Ma adesso sono coinvolte ben 30 discipline sportive, tra cui il calcio, e sono a rischio i Mondiali del 2018 che si dovrebbero tenere proprio in Russia, ma toccherà alla Fifa decidere.

Questa storia ci fa capire che non si parla solo di giochi o attività sportive, ma che sotto ad essi ci sono grandi scontri politici  e strategici.

Contro la Russia, che combatte in Siria un conflitto “classico” (militare e diplomatico), si sta scatenando una guerra economica (sanzioni ed abbassamento del prezzo del petrolio) e d’immagine (scandalo doping) da parte di altre potenze, che chiamare Occidentali sarebbe corretto solo in parte.

Le vittime sono in primis i civili siriani, e subito dopo l’Europa (non l’Unione, ma quella unita da valori culturali e umani), si rivela inerme verso l’immigrazione e verso la perdita dei suoi valori condivisi, tra cui lo Sport sano e corretto.

Questa Nuova Guerra, simile alla (mai veramente conclusa) Guerra Fredda, non è più scontro di valori come la precedente, ma solo lotta per l’egemonia sul mercato globale.

Non più il liberalismo e la democrazia occidentale contro il Comunismo declinato in tutte le sue forme, dalla mistica Maoistica all’epos dei guerriglieri sudamericani, che ha perso in questi giorni un suo eroe: Fidel Castro.

Esempio efficace del crollo di valori sono le due Coree: nel Nord “comunista” un folle autocrate governa con paura e miti preistorici del Socialismo, mentre nel Sud “ liberale” vengono fuori aberranti fatti di corruzione.