A cura di Angela Rizzica

Giuro che avevo in mente di scrivere questo articolo già prima della notizia fresca fresca portata dal nostro Ermes capitolino. Che poi l’odore di scandalo già si sentiva da un pezzo insieme a quello delle fognature tiburtine ancora non riparate ma, sapete com’è, il nostro messaggero degli dei ha trovato traffico sulla tangenziale ed ecco che la novità è arrivata in leggero ritardo, un po’ come l’ATAC. Certo, leggero si fa per dire: ho visto una donna rimanere incinta e figliare nel lasso di tempo in cui aspettava un 163 a Stazione Tiburtina, ma questa è un’altra affascinante storia. Meno affascinante della “Congiura dei Frigoriferi” ma pur sempre affascinante.

Fatto sta che nella giornata di ieri, Raffaele Marra è stato arrestato per corruzione. Poca roba, direte voi. E invece no perché  è (era?) il braccio destro di Virginia Raggi alias la Sindaca. In fondo però, povera Virginia. Non ha fatto in tempo a fare la riunione alla Shining, con annesso applauso della buonanima di Kubrick, prontamente trasmessa sul webbe che subito ha dovuto chiarire l’ennesima magagna. Prima la Giunta che “l’attesa della Giunta è essa stessa la Giunta”, poi i frigoriferi che prendono vita e decidono di piantonare le strade di Roma insieme ai microonde ed ai televisori a tubo catodico perché hanno interpretato male “Toy Story”, poi la Muraro dimessa per l’avviso di garanzia, poi la polizia che acquisisce le carte per le nomine della povera Virginia. Cioè come diciamo a Roma, dateje tregua a sta pora disgraziata. Eppure c’è una cosa che mi ha fatta imbestialire tanto che per me la sindaca si merita di sbattere il mignolino contro l’angolo del comò, ha fatto una cosa per cui le auguro che le si rompa il biscotto nella tazza del latte e che le diventi quella pappetta immonda che nessuno mangia: in conferenza stampa ha commentato l’accaduto con -Marra fuori, noi andiamo avanti-.

Basta. 

Punto.

E qui voi direte:”Accipicchia! Ha fatto proprio bene! I rami secchi si devono sfrondare subito per evitare che uccidano l’albero!”.

Ecco, proprio subito subito no. Nel senso che di Marra si sapeva già da un pezzo. Marra è il compagno che ti fa i dispetti alle medie e che, pure se te lo trovi al liceo sperando sia cresciuto, continua a nasconderti le penne. Risale infatti al 2013 l’acquisto sospetto di quell’appartamento Enasarco che Marra intestó alla consorte. Lo stesso si era in passato definito come lo “spermatozoo” dell’onestá che aveva ingravidato il Movimento5Stelle. Fortuna che la Cirinná abbia fatto la legge per le unioni civili, altrimenti Marino ed Alemanno avrebbero rischiato di rimenere neopadri single e senza tutele, per non parlare della neomamma Polverini. Insomma Marra è una sorta di sperminator delle Giunte capitoline. Voglio comunque giustificare Virginia dandole dell’ ingenua, cosa egualmente grave per chi ambisce alla gestione di una cittá problematica come Roma.

Allora per quale motivo mi sarei infuriata tanto?

Perché quel “tu fuori” è una caratteristica del Movimento. Pochi giorni fa un mio contatto, elettore pentastellato, ha commentato la notizia dell’ alleanza con le forze dell’opposizione suggerita da Massimo Bugani (fedelissimo del Grillo parlante, ndr) tuonando un:” Se ha ipotizzato una cosa del genere, sará cacciato.”.Quindi, non si è cacciati solo se brutti, cattivi e del PD ma anche solo se ci si azzarda a proporre delle idee, pure a titolo personale. Ho sentito giustificare l’astio, l’umiliazione perenne, le ingiurie piú becere e l’ignoranza cosmica di questo partito(?) perché veicolo di un ideale altro e nuovo rispetto ai politicanti di professione a cui siamo abituati. In effetti il “Vaffa-Day” di Grillo è intriso di lungimiranti contenuti e soprattutto ricordo con commozione la rivisitazione di “Se questo è un uomo” fatta proprio dal comico per beffeggiarsi del Colle e del Presidente del Consiglio nel non molto lontano 2014. Oggettivamente, chi non avrebbe utilizzato la poesia di un ex deportato nei campi di concentramento per fare della satira su un premier? A me sembra cosí logico e coerente.

La realtà, a mio modesto parere, è un’altra. Non pretendo minimamente che la mia idea venga presa come oro colato e non ambisco alla carica di novella “Re Mida” ma, nel tempo, sono giunta ad una personalissima conclusione sul Movimento e sui suoi elettori piú fedeli: non sposano questa sorta di setta per fiero convincimento e nazional furore dell’ideale di onestà. Il Movimento  ha avuto il merito di  portare nel sacro ed inviolabile tempio della politica, da sempre riservato a chi si è distinto per particolare attitudine al comando ed al dialogo, Tina Cipollari.

Tina Cipollari, esuberante opinionista del programma “Uomini e Donne”, soddisfa in televisione il bisogno di urla e di insulti dell’italiano medio come i grillini lo soddisfano nella politica. La frustrazione che il popolo ha covato per decenni ha finalmente trovato un drenaggio in chi fa del governo di un Paese una gara a chi fa il rutto piú potente o a chi ce l’ha piú lungo. Non si bada a ció che un Di Maio, un Di Battista o un Grillo dicono ma a come lo dicono: al bando quella sorta di stantio galateo politico che era sovrano per personaggi come Almirante o Berlinguer. Noi siamo gli spettatori millennium del Colosseo, vogliamo vedere sangue e interiora, vogliamo “panem et circenses” non quel valzer felpato in cui i politici cercavano di non pestarsi i piedi a vicenda. Valzer che, lontano da ogni considerazione di giusto o sbagliato, ha pur sempre tenuto in piedi un Paese diviso da lotte intestine risalenti a molto prima dei miei bisnonni. Ultimamente c’è la quanto mai singolare e divertente convinzione che la politica debba essere pulita. La politica non è pulita né mai potrá mai esserlo. E’ prodotto e parto della mente umana, piegata all’alta necessità di organizzare un consesso pensante e ricolmo di zone d’ombra. La mente umana non è pulita, i sentimenti umani non sono puliti, come potrebbe quindi esserlo un qualcosa fatto dagli umani per gli umani? Certo, questo non significa che Hitler sia stato solo un bambino birichino con evidente carenza d’affetto paterno, possiamo pur sempre distinguere tra quelli piú sporchi e quelli meno sporchi. Mi spiace amici e colleghi pentastellati, ma essere INCENSURATI (unico- e si vede- requisito per ambire alle poltrone fivestars)  non significa essere pultiti tout court. Non mi riferisco a Marra o alla Muraro, ma mi riferisco a ció che spinge un soggetto ad intraprendere la carriera politica: stare al giogo di un invasato, sposare un atteggiamento che fa battere le mani al Ku Klux Klan in quanto ad ostracismo, rende quel soggetto potenzialmente ancora piú pericoloso di uno che ha degli scheletri nell’armadio. Quello con le magagne prima o poi verrá punito mentre per quel tipo di mentalità nessuno ti puó mandare l’avviso di garanzia.

Il bello è che, in un passato prossimo, l’opportunitá di cambiare davvero le cose c’è stata eppure nessuno l’ha voluta. Mi riferisco alle elezioni del lontano 2013 quando una neonata lista comparve sulla nostra scheda elettorale: si chiamava “Rivoluzione Civile”, capitanata da Antonio Ingroia (ex pm antimafia di Palermo). Era trasversale e con molteplici personalità, potevamo trovarvi l’ormai celeberrimo Luigi de Magistris, era apertamente sostenuta da Stefano Rodotá ed aveva ricevuto l’appoggio anche di “Agende Rosse” di Salvatore Borsellino. Peró non facevano i “Vaffa-Day” e non intonavano l’Inno a forza di flatulenze. Fummo in cosí pochi a votarla che non superò neanche le soglie di sbarramento. Pensate forse che anche in quella lista non ci fossero personaggi singolari? Certo che c’erano ma, con permesso, avrei senz’ombra di dubbio preferito una ka$ta di esperti antimafia ed anticorruzione con qualche soggetto singolare che un’orda di gente urlante completamente e visibilmente incapace di gestire la cosa pubblica senza fare danni. Preferisco che chi mi governa abbia un percorso formativo alle spalle o, in alternativa, un po’ di pratica e non che venga pescato a casaccio tra i tesserati piú servizievoli che come unica evidente competenza abbiano quella di saper insultare ed umiliare violentemente. Non tutti posso fare i politici come non tutti possono fare i medici,i calciatori o gli ingegneri e chi vi promette il contrario, chi vi promette che tutti hanno il diritto di ambire a governare un Paese, sbaglia. Un blog non puó sostituire una cabina elettorale come una tessera non puó sostituire talento ed esperienza. Mi spiace e sbagliereste a vedere nelle mie parole del classismo, proclamo solo un concetto ormai dimenticato che porta il nome di meritocrazia. In poche parole, ad ognuno il suo. Oh poi liberi di pensarla come volete, peró io di uno che si erge a paladino della Costituzione per poi dire che è stata votata a suffragio universale nel ’48 mica mi fido molto.