A cura di Marina Albisinni

 

La la Land è Il Film dei Sognatori, di chiunque abbia vissuto nel corso della propria vita un’amore sfrenato per l’arte; una passione in grado di estraniare chi  la possiede dalla realtà che lo circonda, forte della spinta di volontà di realizzare il proprio sogno.

Protagoniste immancabili le sfide più insidiose: il desiderio irrefrenabile di successo e l’approvazione del pubblico sempre più influenzato dalle mode e dalle tendenze del momento che rendono invisibile tutto ciò che c’è di bello oltre.

Seb, musicista che darebbe la sua stessa vita per riportare il jazz ormai morente nell’Olimpo musicale e Mia, che si destreggia tra caffè da servire e provini fallimentari, sono sognatori per eccellenza! Due anime complementari, la cui storia d’amore esordisce in modo tutt’altro che ordinario: con una forte spallata, volta a significare che l’inseguimento del proprio sogno non poteva lasciar spazio ad altro, come ad esempio all’amore.

Entrambi però accomunati dal desiderio di vivere in funzione dell’arte che amano e di cui vogliono raggiungere la vetta più elevata, senza accettare compromessi. L’amore li lega indissolubilmente, l’uno sostiene l’altro nel conseguimento del proprio obiettivo, spronandosi a combattere fino in fondo, superando le sconfitte e gli insuccessi, con quella determinazione che è propria solo di chi insegue un sogno.

L’Amore e l’Arte sembrano correre su due binari paralleli, entrambi innalzando l’individuo verso il successo, verso la Felicità.

Ma qual è il costo di un’ambizione così forte?

Seb e Mia ben presto giungono dinnanzi ad un bivio: Amore o realizzazione del proprio Sogno? Sono obbligati a dover prendere una decisione tra i due doni irrinunciabili che the City of Stars ha fatto loro.  È un aut-aut, sono due strade diverse, una verso Est, l’altra verso Ovest, per cui intraprendere una delle due, impedirà loro di poter tornare indietro sulla decisione presa.  L’incantesimo dell’amore eterno sembra così svanito, per cedere il posto ai sogni cui entrambi aspiravano già  da prima di conoscersi.

Il conseguimento della fama, della stabilità economica e soprattutto dell’approvazione del pubblico, prendono il sopravvento sull’amore.

Invece cosa sarebbe successo se al posto di quella spallata ci fosse stato un romantico bacio? Un amore meraviglioso anziché il successo? Il regista vuole stuzzicare ad ogni costo quella sensibilità e quel romanticismo che è insito in ognuno di noi, regalandoci anche il finale che tutti stavamo trepidamente aspettando.

Seb e Mia  ballano e cantano insieme “City of Stars”, si spogliano delle loro aspirazioni e affermano che tutto quello di cui si ha sempre bisogno è: “A voice that says “I’ll be there.”

Ma tutto questo è pura finzione. Il regista non ha intenzione di proporre al grande pubblico la solita favoletta che si conclude con l’espressione “e vissero tutti felici e contenti”; il finale è diverso, è struggente e lascia tutti con l’amaro in bocca.

LA LA LAND è esattamente la rappresentazione della Vita, imprevedibile, mai lineare, piena di difficoltà, che cercano di mettere alla prova l’individuo impotente, fragile, pronto a mollare dinanzi alle sconfitte, in quella corsa senza fine verso l’irraggiungibile “Isola che non c’è” che si è soliti chiamare Felicità.