A cura di Lupo Aberto-

Una rubrica irriverente, politicamente scorretta e assurda…cosa aspettate a leggerla?

Il Cv: calcettum vitae.
L’infelice uscita del Ministro Poletti ha fatto quasi più discutere di un’altra uscita, proprio in ambito calcistico: quella di Zenga ai Mondiali del 90, costata agli Azzurri l’eliminazione da parte dell’Argentina.

“Il calcio è la cosa più importante delle cose non importanti” soleva dire il grande Sacchi, vate di Fusignano, e pare che per il Ministro sia andato ben oltre questa linea di pensiero: il valore del gioco del pallone a 5 supera quello del Curriculum Vitae.
Tuttavia quello che intendeva il Signor Ministro era ribadire l’importanza delle relazioni sociali e del lavoro di squadra, ma la frase ha ricordato l’iperbolico Trapattoni, altro maestro di calcio, famoso per la sua sintassi pindarica…
In Italia il calcio è una cosa seria e lo sappiamo, ma costituzionalmente il Lavoro lo è di più, e molti precari e disoccupati magari con lauree e master si sono risentiti.

Chi gioca a calcetto con gli amici sa, però, che nel campetto spesso esce il nostro lato peggiore: quello violento, polemico, volgare, infantile, di chi simula e chi si crede Mourinho, insomma è una piccola oasi di sfogo collettivo!
Non so quanti oserebbero mostrare il “se stesso giocatore” come biglietto da visita!

Per delle virgolette, Marianna perse la faccia.
Ha fatto molto rumore in questi giorni la vicenda del “presunto” (Lupo Alberto abusa di virgolette) plagio che, il Ministro della Pubblica Amministrazione Madia, avrebbe compiuto scrivendo una tesi all’Università.

La signorina Madia avrebbe omesso di porre tra “” (virgolette) una frase o qualcos’altro nella sua tesi e ciò, dicono i detrattori e difensori della proprietà intellettuale, per far passare una citazione per una affermazione!
Il ministro si è difeso spiegando che nella bibliografia si parlava dell’autore della frase, e ribadendo inoltre la sua brillante carriera universitaria, onestamente, di tutto riguardo.

Certo la polemica fa pensare e riflettere, soprattutto a noi universitari, sull’importanza di rileggere ciò che scriviamo, anche più volte, perché qualcosa può sfuggirci, sempre!
La lingua può essere un’arma terribile, ed è vero che “la penna ferisce più che la spada” e che conoscerla ed usarla, correttamente, ci aiuta non poco.

Tuttavia una domanda volutamente polemica: quanti Parlamentari possono vantarsi di aver scritto una tesi?

Provocatori o stimolatori di pensieri?
Un essere vivente è tale se reagisce agli stimoli, questa è biologia; la provocazione è uno stimolo volutamente forte che provoca reazioni in chi lo avverte.

Si può provocare gioia, riso, ansia, paura, rabbia e una gamma enorme di sentimenti, dunque “provocare” di è neutro, anche se solitamente lo si usa per indicare un atteggiamento sgradevole.
Parlando di vita e sentimenti, cosa meglio dell’arte unisce questi concetti?
L’artista può scegliere se vuole creare dibattito, comunicare, innovare o restaurare uno stile oppure se preferisce cristallizzarsi, essere una semplice maschera, un anonimo professionista.

Bisogna anche specificare che provocare non è banale, ma deve essere preceduto da una comprensione profonda del comune sentire e dei valori di una comunità, e la provocazione non è Moda, ossia un atteggiamento, una posa “tanto per”, bensì il suo opposto.
Infatti come ha colto Leopardi nelle sue “Operette morali” la Moda è sorella della Morte, mentre la provocazione è figlia della Vita.

Alcuni personaggi sono detti “provocatori”, ma è necessario domandarsi cosa provocano in noi: nulla è più altruista di una giusta provocazione, che ispiri il provocato a compiere scelte, anche contrarie alla provocazione.