A cura di Alberto Rando-

Papa Francesco “commissaria” Medjugorje, ma non c’entra la Fede.

Il vangelo di Matteo (10, vers.16) esplica bene la misura recentemente adottata dal Pontefice: non sempre la bontà ed il candore di spirito sono sinonimi di poca scaltrezza, ed il Salvatore lo ha insegnato, dato che possono essere accompagnati da astuzia e capacità di ragionare.

Al santuario Mariano di Medjugorje in Bosnia Erzegovina, è stato inviato dal Vaticano il vescovo devotissimo alla Madonna, di Varsavia-Praga, monsignor Hoser, a vigilare sul santuario che all’anno conta circa 2 milioni di pellegrini, numero indicativo della elevata risonanza ed dei consistenti introiti.

La Chiesa non è mai stata affrettata a riconoscere la validità delle apparizioni della Vergine Madre, e prima di pronunciarsi ha sempre indagato a fondo; un esempio per tutti Lourdes.

Già negli anni 90 era stata istituita una commissione, presieduta dal Mons. Ruini, tenuta ad occuparsi della verifica della veridicità delle apparizioni nel paesino jugoslavo di etnia croata: pronuncia moderatamente positiva, ma con ancora molte riserve.

Dal 1981 la Madonna appare a sei persone, quasi quotidianamente.

Le autorità titine furono parecchio zelanti ad evitare che la notizia fosse conosciuta e arrestarono il prete che aveva per primo creduto a queste visioni, e presero misure anche per i veggenti, allora bambini.

Poi arrivò il sanguinoso conflitto tra etnie: morte, odio e ferite nelle anime e nei corpi dure da rimarginare. Anche i cattolici croati non si astennero da violenze sui serbi ortodossi e sui bosniaci musulmani.

Continuarono le visioni ed ebbero sempre più risonanza, specie in Italia, da dove partono molti pullman per il santuario.

La Fede, la Speranza e la Carità sono doni di Dio e per chi crede hanno un valore superiore alle logiche umane, ma quando avvengono fenomeni spirituali di massa, come in questo caso, è insensato non tentare di mettere ordine.

Siamo in periodo di crisi, economica e morale, ed è comprensibile che la presenza di Maria possa costituire un conforto, tuttavia innegabile è il rischio di cadere nella superstizione e nel feticismo, senza una guida vera.

Dunque la mossa di Papa Francesco è sia astuta, poiché ribadisce il controllo di Roma sulla Chiesa, sia in linea con principi cristiani, uno tra tutti il rispetto per il dubbio, evidenziato dall’episodio di San Tommaso Apostolo.