A cura di Edoardo Licitra-

 

Ossessionati dal nemico, tutti gli uomini conducono la loro personale guerra, che sia contro una divisa, contro una religione o contro un’idea. Schierati al fronte ideologico che spetta ad ognuno di noi, ci convinciamo che il nemico è il male, ci facciamo persuasi di essere dalla parte giusta, raccontando a noi stessi e agli altri che Sì, Possiamo farcela e ce la faremo. Mai nessuno osa tessere le lodi del nemico, eppure l’ombra del dubbio si fa strada tra i pensieri di chi del nemico è timorato, e ne ha rispetto. Non è forse grazie al nemico che esprimiamo le nostre potenzialità? Non è davvero ipocrita ritenere di essere i migliori, a prescindere da chi ci fronteggia? Qual è il vostro avversario? Per cosa vivete? Rispondendo a questa domanda potremo vivere più sereni, o forse più motivati. Diamo un volto al nemico, e portiamo rispetto a chi e a cosa, per il solo motivo di esistere, dà un senso ai nostri giorni. Compiuto questo passo, a noi, tristi avventori della verità, non resta altra scelta che restare, attoniti, ad ammirare la perfetta combinazione di energie, sforzi e decisioni che porta l’uomo ad esercitare la sua natura più precisa: la battaglia in vita contro un nemico immaginario, una battaglia autoreferenziale e monocratica, atta a sconfiggere la paura di sentirsi inutili, e piccoli. Ogni giorno è un giorno magnifico per la fanteria, buona guerra.