A cura di Lupo Alberto-

Da quando esce questa folle rubrica, anche Vasco Rossi ama il lunedì!
Cari lettori e cari lettrici eccomi di nuovo qui, però questo numero ha molta tristezza dentro, mi spiace!
Parigi vale.
Quando ho iniziato a scrivere era mia intenzione divertire i lettori attraverso una visione ironica della cronaca, ma l’ennesimo attacco a Parigi mi ha davvero demoralizzato.
Tuttavia in poche righe tenterò, mio malgrado, di ricordare la bellezza di questa città che, in un vortice di tale violenza ed odio, sembra scomparire: “Parigi vale una messa” citando Enrico IV, io però non aggiungo termini di paragone, per me vale in maniera assoluta, e spiego adesso il perché.
Parigi riesce ad essere materna con Notre-Dame che veglia da secoli; romantica coi suoi viali alberati e con i bistrot; sensuale con i suoi locali, più celebre di tutti è sicuramente il Moulin Rouge. Sempre nella capitale francese nacquero le nuove avanguardie artistiche, insegnò San Tommaso d’Acquino, trionfarono Bartali, Coppi ed “il pirata” Pantani.
In questi momenti bui ricordiamo la Bellezza della Ville de Lumiere, solo antidoto alle barbarie.

Il Bel Paese, ove il sì sona.
Viviamo in Italia: nuova Arcadia, un locus amoenus ricercato dai tutti i letterati, a partire da Omero, un piccolo angolo di paradiso, un’isola che non c’è. Non mi credete, vero??? State a sentire.
Mentre in tutto il mondo risuonano venti di guerra nucleare, di odio, di violenza, di autoritarismo noi italiani, invece, parliamo di anziani lombardi che allattano agnellini, di partite di calcetto davvero professionali, di gazebo elettorali e di tweets strategici: popolo meraviglioso!!
Anche il cittadino Beppe, neo-sanculotto e neo-giacobino, sembra ritornare all’ovile della Chiesa, ricevendo anche strizzate d’occhio dal quotidiano vescovi italiani, tutto molto mistico ed onesto. Ma noi abbiamo anche discussioni di massimi sistemi in ballo: la Juventus riuscirà a fare il Triplete, distruggendo così il record di Mourinho?
Mentre in Corea si rischia la guerra, il terrorismo miete vittime ovunque, la Germania e la Francia sono in clima elettorale, nella Bella Italia si fa ben altro. Che Cuccagna!!

Mamma li turchi!
Esiste un film di parecchi anni fa chiamato “Fuga di mezzanotte”, che narra le vicende di un giovane inglese rinchiuso in un carcere turco per spaccio di droga, ma nella realtà di Aprile 2017 un blogger lucchese è in carcere proprio in Turchia, non per droga, però.
Gabriele Del Grande era al confine con la Siria per documentare il dramma dei profughi, è stato fermato e poi arrestato dalle autorità turche il 9 aprile ed ora è nel carcere di Mugla.
La Turchia è in tensione, si nota, dopo il referendum vinto da Erdogan (con un piccolo, ma pesante margine) che conferisce alla Repubblica un assetto Presidenziale. Il paese è diviso in due, con le opposizioni che attaccano e contestano il risultato, ma il nuovo Sultano non pare affatto spaventato da nulla: è all’apice del potere, quindi un italiano potrebbe pure liberarlo per clemenza, sua Eccellenza?
Si spera che al più presto il nostro connazionale possa tornare, perché con il referendum non c’entra.

Vita che va e vita che viene nello sport.
Notizie legate allo sport completamente diverse, ma di forte impatto, mi hanno colpito in questi giorni: l’infortunio di Ibra, la dolce attesa di Serena Williams e la morte di Scarponi
Sapere che lo “Zingaro Re” artista del calcio, un poeta del pallone a 35 anni si è seriamente infortunato e che questo può significare fine carriera, mi rende triste, perché ammiro la sua infinita Fiducia in se stesso e della sua grinta da ragazzo del ghetto di Malmoe: Forza Ibra-cadabra!
La dolce attesa di Serena Williams mi ha ricordato le donne spartane che praticavano sport per dare alla luce figli sani e forti. Comunque è bello sapere che una campionessa si fermerà per un po’ e prenderà spazio per la sua maternità!
L’ultima notizia mi ha distrutto, annichilito l’animo come solo altre 2 volte, le ricordo tutte e due: la morte di Pantani, già citato prima e quella del mitico Sic, Simoncelli; entrambi figli della Romagna ed entrambi, come me, tifosi rossoneri.
Scarponi, 37enne marchigiano, era anche padre ed un marito, lascia due gemellini e una moglie, investito la mattina di sabato 22 aprile da un furgone mentre si allenava vicino casa sua, e pensare che lunedì aveva vinto anche una tappa in Trentino. Chi era Scarponi? Era un ciclista, membro dell’Astana e gregario di Vincenzo Nibali, “lo squalo di Messina”, che ora lo piange.
Ricorderò sempre il suo pedalare per il capitano Nibali sulla salita del Santuario di Vinadio, vicino a Cuneo, durante il Giro del 2016 che andò proprio allo Squalo, dopo una rimonta storica.