a cura di Francesco Mezzasalma-

Lungi da me qualsiasi commento di natura ideologica sulla decisione votata in aula, ma c’è una sola analisi da fare sulla approvazione del testo in merito alla legittima difesa, lo Stato è debole.
Oltrepassando le discussioni riguardanti la reale efficacia della proposta di legge, i venti della politica soffiano sempre di più verso un armamento dei cittadini, i quali impauriti preferiscono riprendersi la delega data allo Stato per la sicurezza dei privati, comprare una pistola e sparare.
Inutile osservare che in altri Stati, su tutti gli Usa, l’arma è una garanzia costituzionale in rapporto alla sicurezza della proprietà, ma bisogna andare a ritroso, conoscere la storia e i valori che hanno portato a situazioni di questo genere, ammettendo che, dati alla mano negli Stati dalla ‘pistola facile’ le violenze non sono minori, anzi sono maggiormente presenti a causa della facilità di premere il grilletto.
È lo Stato che deve garantire la sicurezza, non il cittadino ad auto-difendersi, ciò non toglie che il cittadino per passione, per gusto o per chissà quale altro motivo possa detenere un ‘ferro’ in casa, ovviamente ai sensi della legge.
Ma che credibilità ha uno Stato che demanda, rinunciando anche a quelle poche utilità che manteneva, la sicurezza dei propri cittadini a loro stessi? Nessuna, è uno Stato che lascia i propri cittadini in balia di loro stessi, è uno Stato che forse c’è stato ma che ora c’è sempre meno, che fa sentire sempre meno la propria presenza sul territorio, abbandonando in alcuni casi alla malavita i cittadini e diminuendo sempre più il proprio supporto sia morale che materiale alle nostre forze dell’ordine.

Siamo in un vortice di spinte populiste e anti-democratiche (in primis, sindacati e forze politiche) che sempre più spingono uno Stato, che ancora una volta si mostra debole, verso scelte che hanno effetti di qualunque genere fuorché positivi per noi cittadini, ma che sollevavano molti dubbi sui nostri governanti e le loro capacità di governare, lasciandosi influenzare da costoro pur di non arrivare ad uno scontro su temi particolarmente controversi ed accalappiarsi qualche consenso in più.