A cura di Manuela Romaniello-

Stando a cosa accade oggi giorno nel mondo, ci si chiede se la causa di tutte queste morti e guerre civili sia proprio la religione o, meglio, questo fortissimo senso di devozione religiosa. Questa dialettica tra religiosità e fanatismo turba gravemente il mondo islamico, sviluppandosi prevalentemente al suo interno prima ancora di coinvolgere noi. Anche se – bisogna ammettere – non è la prima volta che un tale fenomeno si verifica nella storia. Furono infatti proprio i cristiani, secoli fa, a dar vita a un’epoca di cruenti conflitti di religione e, visto che la storia è un ciclo che si ripete, ciò accade ancora oggi. Ci si domanda: se quella che abbiamo di fronte non fosse una guerra di religione, che senso avrebbe sollecitare gli islamici europei a punire ed emarginare i terroristi? Perché mai avremmo invitato i mussulmani a pregare nelle nostre chiese, se non ci turbasse una conflittualità aizzata da un centro operativo, guidato da una minoranza estremista, che si fa chiamare “Stato Islamico”, ed avente il fine di trascinare in una “guerra civile europea” la maggioranza degli islamici moderati? La maggior parte delle persone ha rimproverato a Papa Francesco la mancata separazione tra “chi versa il sangue degli innocenti in nome di Dio” e “chi lo fa pur credendo in Dio”. È difficile, tuttavia, e forse sconveniente, chiedere al Sommo Pontefice di non condannare ugualmente l’assassinio, qualunque ne sia la ragione. Ai restanti europei laici compete invece il compito di comprendere, così da proteggere la civiltà e la cultura europea da questa ennesima barbarie che la sta assalendo.

Possiamo quasi dire che questa è una religione “non giusta”, “distorta”; nella quale sono considerate sacre alcune ideologie piuttosto che i principi fondamentali per la crescita di una collettività. Oggi, la questione che esiste è tra “quello che vogliono le ideologie” e “quello che è visibile con gli occhi della ragione”. Per cogliere il vero bisogna essere pratici. L’ideologia è invece generata da assiomi. Ecco perché se prima la religione veniva vista come sostanza della vita umana, adesso il concetto si è molto più ampliato e modernizzato. Esempio di ciò è anche il gran numero di atei che aumenta di giorno in giorno rispetto al numero dei fedeli poiché, con l’evolversi della scienza, risulta più chiaro e facile rispondere con formulazioni tecniche ai vari aspetti della quotidianità. E una tale diffusione dell’ateismo appare sempre più giustificata, proprio in ragione del fatto che un approccio più empirico risulta molto più convincente della semplice fede.