A cura di Francesco Cocozza

 

Quali sono i limiti dell’essere umano? L’ Homo Sapiens ha da tempo raggiunto i suoi confini naturali, determinati dalla inesorabile, ma al contempo tremendamente lenta, evoluzione. La natura (o qualsiasi altro essere onnipotente in cui si scelga di credere) sembra aver posto dei muri insormontabili al cammino evolutivo dell’Uomo: la malattia, la degenerazione, la limitatezza, la vecchiaia, la disabilità, la morte. Terrificanti e fisiologici, rappresentano per il momento una realtà ineffabile, da accogliere senza possibilità di rifiuto.

La razza umana è però impaziente, smaniosa di progredire e indolente verso quelle catene che come postulati coercitivi della sua carne vincolano la sua ascensione. E quindi si ingegna. E quindi analizza, riflette, progetta. E quindi crea. Crea nuove tecnologie, nuove soluzioni più o meno razionali alle sfide che le sono state poste davanti. Da qui nasce quella piccola, affascinante follia chiamata “Transumanesimo”. 

Inizialmente era solo una corrente culturale, una reinterpretazione fantascientifica dell’umanesimo rinascimentale. Poneva l’uomo al centro del cosmo. Un uomo nuovo, drasticamente cambiato dalle nuove tecnologie, capaci in teoria di rinnovarlo e condurlo ad infinite possibilità. Al tempo in cui fu formulata, il 1957, era solo una favola, inquietante o luminosa a seconda della sensibilità, ma solo una favola.

 

Poi la tecnologia ha iniziato a svilupparsi sempre di più, con tassi di crescita esponenziali in molti dei settori scientifici. Soprattutto, il Capitale mondiale ha cominciato a credere nelle sue promesse. Colossi della tecnologia e della finanza quali Google, Microsoft, Qualcomm, Apple, Disney, JP Morgan e Alibaba stanno investendo cifre vertiginose, nell’ordine di parecchie decine di miliardi di dollari, in progetti di ricerca volti al potenziamento interno ed esterno delle facoltà umane. 

Guardando ai flussi di capitale destinati ai vari progetti, il primo step verso l’integrazione tecnologica sarà molto soft: i visori di realtà aumentata che sostituiranno gli attuali smartphone, oltre ad una serie di integrazioni facilmente rimovibili. Nel prossimo decennio verranno introdotti sul mercato dei visori che permetteranno di rimanere costantemente connessi al magico mondo di internet. Notifiche dei social, ricerche internet, news dei quotidiani, percorsi stradali da seguire, tutto questo verrà proiettato direttamente nella nostra retina con ologrammi generati da degli occhiali hi-tech da indossare durante tutto l’arco della giornata. 

 

Vi è poi la fase due, quella che potrebbe rappresentare il definitivo superamento delle barriere naturali cui da sempre siamo sottoposti: il “Bio-Hacking”. Viene portato avanti in parallelo da tre branche scientifiche, per la verità già molto affermate ma lontane dal loro potenziale, ovvero la crionica, la bioingegneria (di cui fa parte la cibernetica) e l’ingegneria genetica. Se la prima promette “semplicemente” di preservare corpo e mente umani impossibili da curare per la tecnologia odierna fino alla scoperta di un rimedio efficace, la seconda punta invece ad un’intima modifica dell’essere umano, nel quale verrebbero inseriti degli innesti tecnologici capaci di potenziare le abilità, restituire quelle perse o aggiungerne addirittura di nuove. 

L’ingegneria genetica promette la manipolazione del codice genetico delle cellule staminali (dalle quali si originano tutte le altre cellule dell’organismo) per ottenere rivoluzionarie applicazioni in campo sanitario. È sicuramente la scienza che al giorno d’oggi più si espone a stringenti limiti etici, ma i risultati che sta ottenendo promettono una drastica riduzione dell’invecchiamento, la resistenza a numerose malattie, l’incremento delle prestazioni fisiche e, potenzialmente, la manipolazione del genoma stesso.

 

L’ultimo gradino sarebbe invece costituito dalla Singolarità. La definitiva fusione tra psiche umana e computer. L’uomo che trascende i suoi limiti, assurge all’infinito e preserva la sua coscienza espansa nel cyber-spazio. Una sorta di Paradiso della scienza. Il problema? Condivide con il Paradiso cristiano classico l’ineffabile impossibilità di essere raggiunto: sebbene il linguaggio di base del cervello sembri essere identico a quello di un computer (neuroni//transistor) e la potenza di calcolo raggiunta dai maggiori computer contemporanei possa equivalere quella teoricamente disponibile nel cervello, a mancare è la conoscenza del codice neurale. Con questo termine si intende l’algoritmo generale che converte l’attività dei neuroni nella Coscienza. In altre parole, i neuroscienziati non hanno idea di come le sequenze di impulsi elettrici dei nostri neuroni vengano poi processate per generare i ricordi, il libero arbitrio, le percezioni e le tante altre meraviglie del cervello umano.  Eppure vi sono grandi geni e investitori del nostro tempo disposti a investire in questo progetto miliardi di dollari. Sono tante le iniziative, sponsorizzate da personalità eminenti quali ElonMusk, DmitryItskov e Raymond Kurzweil, che vanno in questa direzione e puntano ad ottenere i primi risultati concreti in tempi brevissimi, nell’arco di pochi decenni. 

 

Il Transumanesimo e il Bio-Hacking stanno (non così tanto) lentamente trasferendo le naturali pulsioni dell’essere umano all’infinito e alla vita eterna su di un nuovo campo di battaglia, ogni anno sempre più concreto e conflittuale. Sarà una guerra aspra, che come tale metterà in dubbio la morale – volutamente non toccata in questo articolo – e l’esistenza stessa della specie che la sta conducendo. Una guerra contro sé stessi, contro il proprio genoma, contro la natura e le qualità che ci hanno definiti per migliaia di anni. 

La posta in gioco? La piena, estrema auto-determinazione e la liberazione dai crudeli vincoli cui la specie umana è stata (a buon ragione?) destinata.