A cura di Ludovica Spigone-

Nell’epoca della “Grande Cecità” come definita nell’ultimo saggio dello scrittore indiano Amitav Ghosh, ove coscienza e incoscienza umana non sembrano poter essere più scalfite dal silenzio e dall’indifferenza nel nostro presente, lo scatto di immagine ha l’effetto del risveglio, della reminiscenza, di quel richiamo alla consapevolezza che dona all’anima la giusta postura.
La fotografia etica colma il vuoto disattento della nostra esistenza e dirada pensieri disorientati di fronte alle immagini che scorrono nel festival.
La relazione tra etica, comunicazione e fotografia emerge in tutta la sua evidenza quando nel contesto di una globalizzazione mediatica lo scatto fotografico rimane proprietà delle persone e dei popoli che si raccontano con l’immagine veritiera colta nell’istante.
Articolato in weekend (7-29 ottobre) il “Festival della Fotografia Etica“ che si svolgerà a Lodi, sviluppa il suo programma con un susseguirsi di visite guidate da eminenti fotografi di stampo internazionale che condurranno i fortunati visitatori nel richiamo delle emozioni di prevalente sofferenza umanitaria, sociale, economica ed ambientale che affliggono le popolazioni del nostro pianeta.