a cura di Edoardo Licitra-

Ciao Luigi, inizio da subito a darti del tu perchè, oltre ad essere coetanei e colleghi di università, ci conosciamo da tempo.
Prima di tutto, congratulazioni per il risultato, com’è stato affrontare la tua prima campagna elettorale da protagonista?

Diamoci del tu, l’età ce lo impone.
E’ stata una campagna elettorale parecchio coinvolgente perchè, facendo parte di una nuova generazione, abbiamo trattato tematiche diverse da quelle degli altri.
Anche sulla base di questo penso che siamo stati gli unici a parlare di contenuti, dato totalmente distante da quello del movimento 5 stelle che purtroppo si è concentrato maggiormente su temi relativi ai cosiddetti “impresentabili”, e noi che studiamo giurisprudenza sappiamo bene quanto sia improprio usare questo termine.  L’impresentabilità legale inoltre non è certo ereditaria.

Quando hai realizzato che potevi farcela? Intendo dire, è stato un calcolo elettorale preciso o te ne sei reso conto durante la campagna?

La scelta della candidatura risale a parecchi mesi fa.
Le campagne elettorali sono sempre imprevedibili, per cui non me l’aspettavo.
Però durante queste settimane ho ricevuto risposte parecchio positive dalla società civile, a prescindere dai rapporti personali con molti degli elettori.  Il risultato, poi, è stato sicuramente una sorpresa.

 

Sono, per dovere di cronaca, costretto a farti la domanda più frequente che ti è stata posta nelle ultime settimane. Quanto ha influito la storia politica e umana della tua famiglia sulla tua candidatura?

Ha influito nella misura in cui la mia famiglia da sempre fa politica, e da sempre fornisce risposte alla gente. Non si deve a mio avviso creare un rapporto politico con gli elettori, ma un rapporto di amicizia verso chi ti da fiducia. I miei elettori non mi avrebbero accordato fiducia, nel silenzio della cabina elettorale,  se non avessero pensato che sarò in grado di svolgere il ruolo per cui mi sono candidato.

 

Trovi appropriato che la questione familiare abbia prevalso, da parte della stampa, rispetto al programma politico da te proposto?

E’ stato sicuramente l’aspetto più brutto della campagna elettorale, perchè avrebbero dovuto concentrarsi sui contenuti, che non sono mancati, anzi. Hanno cercato in tutti i modi di definire un contorno, piuttosto che indagare le mie intenzioni politiche. A parte i giornalisti, anche gli avversari mi hanno rivolto accuse pesanti, come quella di Grillo che mi ha intimato di non poter parlare di politiche di finanziamenti europei perchè, a suo dire, sarei il meno legittimato a farlo.

Secondo questo modo di pensare, suo figlio non potrebbe parlare di omicidio stradale.

Inoltre non credo che la cosiddetta “presentabilità” debba essere stabilita dalla stampa ma dalla legge.

 

Sei il deputato ARS più giovane mai eletto. Ritieni la tua età un limite o un’opportunità? 

Assolutamente un’opportunità, non personale ma di una generazione, che finora è stata quasi del tutto esclusa dalla vita politica.

Abbiamo la fortuna di appartenere ad una regione a statuto speciale, possiamo incidere sulla vita politica del Paese e portare avanti le istanze della nostra generazione, che è sicuramente la mia priorità.


La buona volontà e la freschezza politica sono quindi Connotati più importanti dell’esperienza? Ma non è uno dei punti centrali del programma di Forza Italia?

Io penso invece che la campagna elettorale di Forza Italia si sia concentrata sul rinnovamento dei candidati. Ho conosciuto molti candidati della mia età che purtroppo non sono stati eletti.

Sono felice che la nostra struttura politica abbia dato ad un giovanissimo come me l’opportunità di correre per vincere affiancandomi al contempo personalità di grande esperienza.

Qual è il punto del tuo programma che ti sta più a cuore? 

Mi piacerebbe proporre una legge sul “consiglio dei giovani”. Prendo ad esempio il caso del Lazio, dove il consiglio comunale destina circa 10.000 euro per questo organo di rappresentanza giovanile che si occupa di politiche culturali ed eventi legati alle tematiche delle nuove generazioni.

Borsellino disse che, se la gioventù le negherà il consenso, la mafia svanirà come un incubo. Perchè dovremmo credere che tu ti batterai affinchè la criminalità organizzata e la subcultura che ne deriva vengano estirpate?

Perchè il mio impegno deriva dalla fiducia nello Stato. Io sono fermamente convinto che il crimine organizzato debba essere sconfitto.
Gli ultimi fatti di Ostia sono a dir poco imbarazzanti.
Serve un forte protagonismo degli organi competenti e delle istituzioni, altrimenti il sacrificio di chi la mafia l’ha combattuta sarà vano.

La politica ha sicuramente le sue responsabilità, come tutti sappiamo, e ripeterlo è sterile.

 

Sono giorni che noi, idealisti liberali, ti difendiamo dagli attacchi di chiunque, da destra a sinistra, dai giornalisti agli elettori. Ti prego Luigi, non ci deludere.

Grazie a chi mi ha sostenuto, la sfida vera comincia adesso.

Buon lavoro!

Grazie a Iuris Prudentes e un saluto a tutti i miei colleghi.