a cura di Emanuela Storti-

Cammino tra le rovine
di uomini e giorni,
secondi e donne
distrutti dal tempo.
Cammino sulle idee:
andate e ricostruite.
Cammino verso te
e scorgo la tua figura
tra le ombre dei lampioni.
Macchine che sfrecciano:
un rumore lontano,
un ronzio, quasi muto.
I miei sensi ovattati
E rivolti verso te.
Una melodia, forse,
che aleggia nell’aria
di questa notte gelida.
Il tuo tocco mi riscalda
e tremiamo nella notte.
La città si piega su di noi
e ci avvolge, stretti,
tra le sue braccia:
una coperta di stelle.
Le colonne e il Foro,
le sculture e il Vittoriano,
illuminano la nostra via.
Qui, le uniche luci
Dove storia e arte
fanno l’amore.
Qui, su questo ponte
che taglia un fiume
e lega senza tregua,
indissolubile,
le nostre menti.