A cura di Fabio van Loon-

I ministeri della Difesa e degli Esteri chiedono di dare avvio ad una nuova missione militare italiana in Niger. Saranno circa 470 i soldati inviati per dare sostegno alle autorità locali ad attuare un piano di “contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza”. Il costo sarà di circa 49,5 milioni di euro. Numerose le critiche sulla necessità dell’intervento militare, visto da alcuni come un’operazione finalizzata a promuovere gli interessi francesi nella regione. L’On. Capezzone scrive: “Ci offriamo alla Francia come legione straniera, non si capisce bene in cambio di cosa.” In questa recente dichiarazione, l’Onorevole ha indicato la centralità dell’uranio francese come vera motivazione dell’intervento italiano. L’operazione sarebbe, nelle sue parole, una forma di assoggettamento, rendendo l’Italia una “legione straniera”.

 

Il Governo definisce l’operazione “di prioritario interesse strategico in relazione alle esigenze di sicurezza e difesa nazionali”. La partecipazione alla coalizione francese, secondo il Governo, avrebbe l’effetto di favorire gli interessi italiani in Niger, ma non si comprende ancora l’obiettivo specifico. È lecito chiedersi come la stabilità politica in Niger possa essere un interesse per l’Italia e gli italiani. Secondo alcuni, l’operazione ha lo scopo di risolvere le instabilità politiche che hanno contribuito al flusso migratorio degli ultimi anni. Secondo altri, è un vero e proprio inchino politico alle esigenze francesi nella regione. Rimane ancora molto da capire sulle questioni dell’intervento in Niger, ma è non del tutto improbabile la possibilità di un asservimento geopolitico da parte del governo Gentiloni.