A cura di  Vittoria Gallione-

Verità e inganni. Dimostrare un complotto. Dimostrare. Questo il pensiero fisso di John Nash, genio folle.

Ma cosa accade quando la logica – “ancora di salvezza” – è assurda? Quando una propria profonda convinzione è irreale? Si è pazzi, diremmo. Sì, forse. Ma se lo pensa un premio Nobel, ci si chiede insomma a chi sia opportuno credere. Nash era convinto di essere parte di una cospirazione, di un complotto (anti-comunista per l’esattezza).        Lì la segretezza era tutto. Per la mente matematica di John nessun particolare andava tralasciato, ogni tassello doveva necessariamente trovare un incastro, nulla poteva essere casuale; alla fine tutto doveva precisamente tornare, per forza. Ma soprattutto niente poteva assolutamente essere riferito, o comunicato.

In questo congetturale contesto, il suo compito si basava essenzialmente sulla logica. La logica delle prove. E di questo Nash era l’esperto: aveva una mente progettata all’interpretazione, all’analisi del dettaglio; a quell’operazione di attivo intervento nel raggruppamento di ipotesi, per una data od obbligata dimostrazione, che spesso sfocia nella forzatura degli elementi a favore, volendoli rendere rilevanti ai fini di una tesi pensata a priori e talvolta necessariamente da sostenere. ‘Necessariamente’ per un fatto di convinzione: quando, partendo dal supporre una piena e reale certezza di base, si vuole dare veridicità alle proprie teorie si fa appello a qualsiasi appiglio che le possa in qualche modo sostenere, in modo convincente. Ci si gioca il tutto per tutto.

Ma se tutto ciò non fosse reale? Se la certezza di partenza, per quanto logica, non esistesse? Se la base dell’insieme delle ricercatissime prove si rivelasse un imbarazzante flop?                                                                    Ci si ritrova, come spesso accade, in bilico davanti allo scomodo bivio del duo mentale “realtà-apparenza”.

E una tesi assurda può essere confermata solamente dall’ ingranaggio coinvolto nel processo di affermazione e sostegno della stessa. Si parla di una qualche mente, intelletto, ingegno a cui appare una particolarissima realtà. Realtà che va portata “in vita”: deve essere credibile e vincente sul punto di vista opposto. Diventa assolutamente necessario dimostrarne la verità. Ma bisogna chiedersi: con quale inganno?