a cura di Tancredi Agrò-

Patrioti non ci si definisce, patrioti si è. A livello politico un patriota agisce per il bene del popolo, in primis per l’unità del paese. La situazione attuale dell’Italia dimostra difficoltà e scontri sociali, impossibile negarlo, ma che effetto può avere il “è sbagliato ma…” di fronte ad attentati vigliacchi, che minano la democrazia nei suoi valori di solidarietà quanto nel concreto rispetto delle sue norme? Una simile reazione a gesti criminali da parte di chi concorre all’amministrazione del paese a cosa può portare? In passato ciò aizzò le masse, le accecò e portò l’allora Italia liberale al ventennio fascista. Realisticamente non si può pretendere, purtroppo, che il “si ma…” non venga più utilizzato, dal momento che, si sa, riscuote un grande consenso. Non si può pretendere, paradossalmente,che il dialogo, frutto della democrazia, non implichi ammiccanti occhiate alla negazione della democrazia stessa. Non si può impedire che ci si autodefinisca l’Italia. Si può solo pregare, implorare, che non si parli di patriottismo: eroi ne abbiamo avuti, a destra e a sinistra, chi morto di vecchiaia, chi assassinato, nessuno di questi operò contro l’ordinamento democratico.