A cura di Lupo Alberto-

Less is more: la rubrica concisa, ma decisa!

 

Di Maio vs Salvini, prime schermaglie.

 M5S è il primo partito, Centro-Destra prima forza politica: chi governa?

 “Nessuno ha i numeri per governare”, risulta ridondante persino per Monsieur De Lapalisse, ma è così.

I due leaders delle maggiori forze politiche, il Pentastellato partenopeo Luigi Di Maio e il Lumbard Matteo Salvini, non si sono risparmiati battute sulla formazione del nuovo esecutivo.

Rispetto ai toni della campagna elettorale sono sembrate carezze, ma mostrano comunque distanza tra le forze politiche.

Il Pd? Senza più il Rottamator Rignanese, offre il “Gran Rifiuto” e s’oppon, sdegnoso alle contese.

 La Prima repubblica non si scorda mai….

Il presidente della Camera dei Deputati è un grillino della prima ora, con velleità comuniste; quello del Senato, una berlusconiana “ab initio” di ferme posizioni non proprio “progressiste”.

Nonostante sia passata la Seconda Repubblica e forse siamo nella Terza, ci manca la vecchia Prima Repubblica, cantata del genio comico di Luca Medici, also known as Checco Zalone.

Alla Camera: un idealista e convinto uomo di Sinistra, napoletano: non c’era un già un certo Giorgio, detto Napolitano? E prima ancora a Nilde Iotti?

Al Senato la prima donna presidente è una “iron lady” veneta, sostenitrice del garantismo e alfiere di posizioni conservatrici in temi etici. Purtroppo alleggia su di lei l’ombra del “nepotismo”, quasi un residuo di un difetto macroscopico della Democrazia Cristiana.

Nostalgia canaglia della Dc e del Pci?  Molto probabile.

 

Ave atque vale.

Non si può sempre ridere, purtroppo non è possibile essere sempre felici, ma nemmeno vivere nel terrore e nel lutto.

Troppe volte in questa rubrica debbo, mio malgrado, affrontare il tema del terrorismo, specie in Francia.

Questa volta a Carcassone, splendido borgo medievale, un eroe (non un Ercole, ma un Ettore o un Achille) ha dato la propria vita nello svolgimento della sua professione, morendo insieme ad altre vittime innocenti.

 Ma non sono morti umanamente, no, sono stati uccisi come si uccidono gli agnelli a Pasqua, da un vile che non merita neanche qualifiche ulteriori.

Citando Catullo, si piangono altre morti inutili, figlie dell’odio bestiale.

Crepuscolo del pomeriggio.

Oltre all’addio a Frizzi, improvvisamente scomparso, si aggiunge l’addio di un’altra persona che pur essendo un personaggio pubblico, non sembrava esserlo per nulla; parlo dell’ex allenatore Emiliano Mondonico. Forse l’ultimo a non considerare l’aggettivo “catenacciaro” un insulto, ma un complimento, uomo di altri tempi: ci lascia anche lui.

L’Italia catenacciara, delle partite in contemporanea alle 15; la Tv nazionalpopolare con le miss, i quiz, non piace ed è, sinceramente, limitata, ma riesce a farci rimpiangere qualcosa.

Che cosa? Forse i pomeriggi passati in casa coi nonni quando non era bello fuori, le domeniche a sentire la radio con la speranza di gol (che arrivavano sempre come una caramella trovata in fondo alla tasca).