Di Antonio Boscarino-

Quest’anno molti studenti in Erasmus hanno già avuto l’opportunità di viaggiare, visitando tantissimi Paesi. La maggior parte della gente, invece, viaggerà questa estate e il mio consiglio è: viaggiate all’estero.
Molto spesso noi italiani non vediamo l’ora di andare a New York, Stoccolma o Bruxelles, ma magari non abbiamo mai visto Firenze. 
Viaggiando all’estero vi renderete conto di quanto, in un modo o nell’altro, l’Italia sia sempre presente. Vedrete il vanto della New York Public Library, con le sue forme classicheggianti, nell’esporre antichi testi in italiano, i newyorkesi che li squadrano, cercando di capire, e che vi guarderanno forse gelosi del vostro essere madrelingua, se capiranno che siete italiani.
Andate a Riga, capitale dell’Art Nouveau, e noterete un che di familiare con il Liberty di Palermo o Roma. Entrate nella Libreria Nazionale lettone e vedrete esposti con orgoglio i testi in Italiano, e magari alcuni studenti lettoni che studiano la nostra lingua sognando un giorno di visitare il nostro Paese.
Ovunque potrebbe capitarvi di incontrare persone che hanno provato a studiare italiano da autodidatta, che sognano di vivere un periodo della loro vita in Italia; ed è possibile altresì conoscere famiglie che ogni estate spendono i loro risparmi per visitare le bellezze nelle nostre città o per andare nelle nostre spiagge, ammirando i nostri tramonti con il loro sole tiepido, o per sentire il vento marino e salato che li accarezza e, nel mentre, ascoltare il rumore delle onde sugli scogli.
Infine, andate a San Pietroburgo o Mosca, e se potete, visitate l’Ermitage con i suoi corridoi dedicati a Caravaggio, Da Vinci e Pittoni; e vi stupirete nello scoprire che il principe russo Jusopov dovette venire in Italia per conto della zarina a pregare Canova di fare una seconda copia di Amore e Psiche, e che quest’ultimo, alla fine, accettò solo grazie ad una commissione. 
È così: c’è chi ha pagato e ha fatto viaggi di settimane per portare un pezzo della nostra cultura nel proprio cuore e custodirlo gelosamente nel proprio Paese, e c’è chi dà tutto per sottinteso, chi non vede l’ora di andare all’estero per vedere piccoli pezzi di Italia, ma magari non è andato a centocinquanta chilometri a vedere Napoli.