a cura di Alberto Rando-

Industria 4.0: utile via di sviluppo o utopia contemporanea?

Da un po’ di anni si parla di industria 4.0, ossia il sistema di produzione industriale automatizzata e interconnessa. La nuova industria si basa sull’utilizzo di dati, sulla loro gestione, utilizza tecnologie per far interagire l’uomo con le macchine senza dimenticare sistemi di robotica e manifattura additiva; queste son le principali innovazioni che permettono di identificarla.

Tale tipo di industria è veramente una fonte d’ispirazione di nuovi processi produttivi e così migliorare le relazioni sociali oppure semplicemente un modo nuovo di sfruttare le risorse senza creare, di fatto, ricchezza?

L’industria 4.0 è Musa o Chimera? Valutiamo senza pregiudizi.

Vantaggio della tecnologia applicata è lavorare con applicazioni e robot che svolgono le mansioni più dure, evitando l’usura psicofisica dei dipendenti, contendo i costi e rendendo così accessibile il prodotto ad un numero maggiore di persone.

Viene totalmente rivoluzionata l’idea stessa di lavoratore: il pensiero prevale sulla meccanica, infatti la raccolta, la gestione e l’interpretazione dei dati sono parte fondamentale del processo produttivo e danno spazio alle menti più flessibili; si evita così l’alienazione.

Visto questo aspetto dell’industria 4.0, verrebbe spontaneo affidarsi alla nuova Musa del progresso e lasciarci guidare da lei verso un futuro felice, ma l’uomo del 2000 deve valutare le conseguenze delle sue azioni.

La realtà ci porge esempi vividi e chiari: l’industria 4.0 non sempre garantisce occupazione stabile, anzi spesso ha portato riduzioni notevoli dei dipendenti oppure ad una diffusa precarietà, che ha indubbi risvolti sociali, non trascurabili.

In fine, la gestione dei dati, materia sensibile, è potenzialmente pericolosa senza un sistema di controllo efficiente, perché chi controlla i big data ha in mano la nostra vita privata, non è poco.

Non lasciamoci spaventare, ma ragioniamo bene sul nostro futuro, perché anche la più splendida delle Muse può, se non accompagnata da scelte ponderate, divenire una Chimera perniciosa.