A cura di Valerio Forestieri-

 

Dal 7 al 12 ottobre, l’Urbe è stata teatro della più grande Convention di avvocati del pianeta. 

Roma, tardo pomeriggio. La sede capitolina dello studio Nunziante-Magrone, al primo piano di un palazzo storico che affaccia su Piazza di Pietra, accanto al colonnato del tempio di Adriano, è gremita di avvocati. Sotto gli alti soffitti affrescati, riecheggia il vocio babelico degli ospiti. Parlano di leggi e sistemi giuridici, scambiano consigli, prendono contatti. Mentre la piccola orchestra suona, in sottofondo, melodie da camera, decine di professionisti venuti da ogni parte del mondo intessono una fitta rete di rapporti, collaborazioni, interscambi. <<L’obiettivo>> dice Gianmatteo Nunziante, che fa gli onori di casa, accogliendo i colleghi uno ad uno sull’uscio, << è la condivisione delle conoscenze e delle expertise, ma anche la creazione di un network globale. Un’economia su scala mondiale richiede che anche il mestiere forense acquisti un respiro internazionale. E L’IBA, per l’appunto, offre ai giovani avvocati l’opportunità di spingere lo sguardo al di là degli angusti confini domestici.>>

L’International Bar Association è, infatti, la più grande associazione tra professionisti del diritto al mondo. Ne fanno parte 80 000 individual lawyers e 200 law societies, comprendo in tutto 170 Paesi: dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Germania al Sud Africa. Ogni anno, l’IBA organizza una conferenza generale, allo scopo di riunire, in una sola città, i rappresentanti dei diversi contesti nazionali. Per il 2018, la scelta è caduta su Roma. La cerimonia inaugurale ha avuto luogo nella prestigiosa cornice del Roma Convention Center-La Nuvola ed è stata introdotta dai saluti dell’ex Presidente del Consiglio ed ex Presidente della Commissione europea Romano Prodi. All’evento hanno partecipato anche Carlo Cottarelli, Raffaele Cantone e la vice-presidente della LUISS Paola Severino. 

<<Un’occasione straordinaria per l’Urbe>> sottolinea l’avvocato Nunziante, che, per questa 71esima edizione dell’IBA Conference, è vice-presidente dell’host commitee, il collegio cui spetta la cura della programmazione e della logistica del meeting. <<Secondo le stime del Sole24h, durante i 5 giorni della kermesse, 6000 avvocati sono confluiti nella Città Eterna da 120 diverse giurisdizioni. I calcoli fatti dal Corriere della Sera, invece, fissano in 16 milioni di euro l’ammontare dei benefici per l’economia romana. Il turismo congressuale è un turismo ricco, che spende. Senza contare, poi, la visibilità internazionale di cui la città si giova>>.<<Pubblicità indiretta, peraltro>> continua Nunziante, spiegando l’assetto organizzativo della manifestazione, <<che non riguarda soltanto il quartiere dell’EUR.  Se è vero, da un lato, che il Centro Congressi progettato dall’architetto Fucksas è stato sede principale e perno della Convention, con oltre 200 tavole rotonde nel corso della settimana, dall’altro, le reception degli studi legali sono state distribuite su tutto il territorio metropolitano>>. Ogni giorno, infatti, a conclusione delle working session presso La Nuvola, le firme più autorevoli del panorama forense hanno allestito ricevimenti, soirée ed incontri informali, al fine di agevolare, in un ambiente più disteso, il consolidamento delle relazioni ed, eventualmente, la costituzione di partnership. Non soltanto i nomi blasonati dell’avvocatura italiana – Macchi di Cellere Gangemini, Gianni Origoni Grippo Cappelli, Chiomenti, Nunziante Magrone, NCTM, Legance, Allen&Overy-, ma anche le maggiori law firms straniere hanno costellato la Capitale di rinfreschi e simposi. Dal punto di vista tematico, il focus dei lavori è stato incentrato su intelligenza artificiale, cyber security e rivoluzione digitale nella prestazione dei servizi legali. <<Internazionalizzazione e innovazione tecnologica>> ha chiosato l’avvocato Nunziante <<l’IBA guarda all’evoluzione della società, sospingendo la professione verso il domani. La conferenza annuale è una finestra aperta sul futuro del mestiere forense>>.