a cura di Giuseppe Muscato −

Era il lontano 1455 quando Johannes Gutenberg introdusse per la prima volta in Europa la stampa a caratteri mobili, una tappa molto importante, non tanto e non solo per la pregiata edizione della Bibbia che – si tramanda – è stata la prima opera da lui stampata. L’utilizzo dell’inchiostro su carta e di una pressa da stampa, infatti, segnarono una svolta epocale. L’idea stessa di stampa però supera se stessa quando, a partire dalla fine degli anni 90, si comincia a diffondere il concetto di stampa 3D. Con questa si apre lo scenario di un’industria 4.0 che consente la riproduzione di oggetti in maniera tanto veloce quanto economica. La stampante 3D lavora partendo da un file 3D e lo utilizza per fare una serie di porzioni in sezione trasversale. Ciascuna sezione poi viene stampata una sopra all’altra creando così l’oggetto desiderato. Inutile dire che questa nuova tecnologia sta rivoluzionando diversi settori industriali: il pregio sta nel fatto che con questo tipo di stampanti è possibile realizzare comode operazioni di design e di ingegnerizzazione, così da produrre oggetti funzionali e strutturali. Pensate che è possibile anche stampare oggetti con un tocco di colore: recentemente sono state presentate stampanti chiamate “a doppio estrusore”, che stampano un modello usando due filamenti diversi, permettendogli di assumere due diverse colorazioni. Incredibile, no? Ma non è finita qui. Sono rimasto particolarmente sorpreso quando ho scoperto che la stampa 3D può risultare utile in un settore molto importante come quello alimentare: negli Stati Uniti sono stati aperti ristoranti dimostrativi che preparano cibi solo mediante l’utilizzo di queste stampanti. Devo dire che ci penserei un po’ prima di prenotare un tavolo in uno di quei ristoranti, ma, scherzi a parte, i settori di applicazione della stampa 3D potrebbero davvero trovarsi dietro l’angolo: la Barilla ha presentato, infatti, un nuovo prototipo di stampante 3D la quale, utilizzando degli ingredienti contenuti all’interno di una cartuccia, è in grado di stampare la pasta fresca impastando acqua e semola di grano duro. Ma la stampa 3D ha già un successore: è la stampa 4D, nella quale alle dimensioni dello spazio si aggiunge quella del tempo. Non è proprio vero che il progresso non si ferma mai?