A cura di Francesca Muccio-

“Arilli di melograno” è l’opera prima di Enrichetta Glave, giovane studentessa 23enne molisana. È stata presentata giovedì pomeriggio, a Roma, in un gremito Campus Luiss di viale Romania, università ove l’autrice studia Giurisprudenza. Si tratta di una raccolta di sessanta poesie, nelle quali intensissimi sentimenti si intrecciano a vivide descrizioni dell’Urbe e del bucolico paesaggio molisano. L’ieri (la terra di provenienza) si unisce, dunque, all’oggi (alla Capitale, agli studi), l’uno a completamento dell’altro e viceversa, quali “facce della stessa medaglia”, ha tenuto a commentare Enrichetta. Speranza e nostalgia, ricordi e aspettative sono incastonati in scene di vita quotidiana, prendendo forma da componimenti che sorgono spontanei e che, altrettanto spontaneamente, si susseguono, tra le “intercapedini di noia delle mie giornate”, ha precisato l’autrice. Di qui il titolo, rievocante le escrescenze carnose che rivestono i semi del melograno e che divengono rosse a maturità, disperdendosi in apparente casualità. “Le cose belle – ha affermato Enrichetta – accadono e trasformano luoghi a te noti nella tua seconda casa. In questi anni, scrivere poesie ha significato molto per me; non si è trattato solo dell’esigenza di imprimere su carta le emozioni più recondite, ma ha voluto dire, più di ogni altra cosa, non rinunciare al mio silenzio”. “È proprio quel silenzio tanto prezioso quanto ricercato – ha chiosato – ad avermi ricordato non di cosa ho bisogno, ma cos’è che voglio davvero. Lì, tra le intercapedini di noia delle mie giornate, ho finalmente imparato che la solitudine non può esistere”. L’opera è edita da “The Freak”, web magazine, casa editrice e piattaforma culturale online, che dà voce a coloro che sono andati in analisi per overdose della parola “talento”. CEO ne è Pietro Sabella, dottore di ricerca in diritto ed impresa, collaboratore delle cattedre penalistiche e tutor di ateneo in LUISS, che Enrichetta ha conosciuto grazie al programma “Biografia dello Studente”, in cui Pietro fungeva da tutor. “Trattasi di un progetto volto a mappare le attitudini del singolo discente, nonché l’evoluzione delle sue abilità e competenze, mirando all’employability”, ha spiegato lo stesso Sabella. “Abbiamo presentato il libro anche in Molise”, ha poi ricordato, precisando: “il linguaggio di Enrichetta è profondo ma intelligibile, le sue sono riflessioni mai banali, tratte dal quotidiano, magari dall’attesa della metro, o dai viaggi effettuati. Significativa la struttura dell’opera, ad anello, con, nel finale, un ritorno alle radici”. Oltre all’autrice, presenti, al tavolo dei relatori, giovedì, Valerio Tripoli, direttore editoriale di “The Freak”, Luigi Pezzilli, segretario dell’Associazione Laureati Luiss, e Leonardo Risorto, responsabile Ricerca e Dottorati. Peculiarità del testo, piccolo capolavoro di geometria sentimentale, la presenza di poesie in arbereshe, di cui scarse sono le testimonianze in forma scritta e che Enrichetta padroneggia per essere di Ururi; chiude la raccolta un componimento-omaggio ai giovani costretti ad andar via dalle loro terre natie per ragioni di studio o di lavoro, verso cui la Glave esprime senso di appartenenza e condivisione. “Arilli di melograno” è specchio di un mondo veloce e complesso al contempo. Un mondo, ancora, che non può vederci spettatori inconsapevoli, ma emozionati e capaci di stupirci per le suggestioni scaturite dal caos di un presente frenetico (ma non per questo privo di fascino), nonché dal legame con la terra, che rievoca le nostre origini (e a cui di certo il rosso melograno rimanda).