di Valerio Forestieri –

Cari amici, Non è stata una parentesi. È stato un inizio. Ho riflettuto a lungo su cosa dire per prendere commiato. E non mi è venuto nulla. Non sento, infatti, che lascio qualcosa alle spalle. Vedo soltanto un’altra sfida che mi aspetta, che ci aspetta. Ho la testa e il cuore già su un altro campo di battaglia. Ma quella smania, quell’inquietudine che avevo quando ho scritto il primo articolo, me la sento ancora addosso. Quei sogni, quelle ambizioni che hanno animato queste pagine, io me li porto ancora dentro. Spero sia così anche per voi. Perché questa irrequietezza è stata il segreto del nostro piccolo successo. Ci siamo semplicemente appassionati ad un progetto. E gli abbiamo dato tutto. Senza accontentarci. Con un entusiasmo che ancora mi elettrizza. Dovrei ringraziarvi, ora; ma se finisse così, con un ringraziamento, mi sembrerebbe che qualcosa andasse perso. Dovrei ringraziarvi; ma vi chiedo, invece, una promessa: che non sia l’ultima volta. Non sia l’ultima volta, caro Giulio, che confabuliamo intorno ad un’impresa irrealizzabile; e architettiamo, soppesiamo, rimuginiamo a lungo, per poi smorzare, in una risata, le nostre fantasticherie improbabili. Non sia l’ultima volta, caro Edoardo, che lavoriamo fianco a fianco, con quelle tenacia e ostinazione che in questi anni sono state il nostro vanto. Non sia l’ultima volta, cara Cecilia, che ci proponiamo di condividere un traguardo. Non sia l’ultima volta, cara Angela, che mi lasci stupito con una semplice facezia. Non sia l’ultima volta, caro Paolo, che mi indirizzi con un provvido consiglio. Non sia l’ultima volta, caro Antonio, che litighiamo furiosamente sul da farsi. Non sia l’ultima volta, caro redattore, che polemizziamo sul niente, scherziamo di tutto, ci scambiamo un’opinione o un suggerimento. Non sia l’ultima, ma la prima di tante. Oggi, amici miei, si è chiuso il preludio. Lo spettacolo, quello vero, incomincia adesso. E io, a voi, prometto che non avete ancora visto il bello. È stato straordinario. Sarà meglio. Ad altiora, semper Valerio Forestier