di Annachiara Di Domenico-

Discussioni, gelosia ed egocentrismo quanto basta. Aggiungere il fatto di vivere sotto lo stesso tetto e un paio di riunioni al mese ed ecco ottenuto il Condominio Europa. Forse è meglio definirlo un “super condominio” dati i suoi 28 Stati Membri e 751 rappresentanti in Parlamento.

 

Come ogni codominio che si rispetti c’è chi si lamenta di non essere ascoltato alle riunioni, chi guarda l’erba del vicino crescere e la invidia, chi pensa di essere migliore di altri e chi intanto minaccia di andare via per sempre. L’Europa è proprio questo: tante famiglie provenienti da varie estrazioni sociali, ognuna con un bagaglio culturale differente, ma accomunate da qualche interesse e una grande storia alle spalle. Stanche di aver giocato a farsi la guerra per millenni, hanno deciso di costruire insieme piuttosto che distruggersi a vicenda. E nel lontano 2000, a Lisbona, hanno deciso di mettere al primo posto negli impegni comunitari la ricerca e la formazione.

Tutto molto lodevole fino a qui. La nota dolente è la riunione di condominio (alias, il Parlamento Europeo). La riunione di condomino è la sede in cui i titolari dei vari appartamenti possono dar voce alle loro problematiche, ascoltare i bisogni altrui, organizzare le finanze e portare avanti i propri interessi. Per questo sarebbe nell’interesse collettivo di noi inquilini dell’appartamento “Italia” avere un rappresentante competente, presente, pronto a difenderci e ad ascoltare con attenzione. Secondo VoteWatch, un famoso sito di analisi sui dati provenienti dall’UE, su 27 Stati Membri, l’Italia si classifica diciannovesima per partecipazione alle riunioni del Parlamento Europeo (media calcolata in base ai roll-call votes). I politici populisti più di tendenza, ultimamente sostengono che l’Europa è un nostro antagonista, che si antepone il bene della Comunità al bene della nostra nazione. Ma è l’Europa a non fare i nostri interessi o siamo noi a non curarcene? Non è forse un gesto d’amore verso la nazione, partecipare attivamente a ciò che abbiamo costruito non molti anni fa?

Per queste elezioni hanno votato per la prima volta anche i Millennials e i Post-Millennials: sono tanti e sono, tra gli elettori, i più estranei al Condominio Europa. Eppure potrebbero essere i primi a comprenderne appieno lo spirito. Umberto Eco diceva che l’Europa si fonda su una comunità che resiste alla più grande barriera di sempre, quella linguistica. Che siano proprio i Millennials ad abbattere la barriera? Che siano proprio i Millennials, avendo ascoltato da sempre come è stata fatta l’Europa, a “fare gli Europei”?