di Giuseppe Muscato-

Ubicata nella parte orientale dell’Île de la Cité, la chiesa di Notre Dame è il cuore della capitale francese. Appartenente al patrimonio dell’Unesco dal 1908, costituisce un importante luogo di culto ma, in base alla Legge francese sulla separazione tra Stato e Chiesa del 1905, l’edificio è una proprietà della Francia. L’incendio che di recente ha colpito la cattedrale ha suscitato nei diversi paesi europei reazioni di tristezza e di solidarietà. Queste reazioni sono la prova che, in fondo, e nonostante le tendenze antieuropeiste a volte imperanti, esiste un’identità culturale europea che può essere preservata. Senza dubbio, comune è stata la preoccupazione di fronte alle terribili immagini della chiesa divorata dalle fiamme, una delle costruzioni gotiche più famose al mondo, uno dei monumenti più visitati in Europa, ma soprattutto un bellissimo simbolo della cristianità. In particolare, le reazioni del pubblico possono essere causate da un senso di appartenenza ad un gruppo caratterizzato da una chiara comunanza di valori e tradizioni. Le numerose donazioni in Europa e la solidarietà da parte di diversi Paesi dimostrano che un’identità europea esiste, in primo luogo perché esiste una serie di aspetti della vita religiosa, simboli e riti, ai quali i diversi Stati membri hanno dimostrato di aderire; in secondo luogo, perché ci unisce un sentimento di solidarietà reciproca che si fa strada soprattutto nei momenti meno felici, come quello del rogo che divora parte della “nostra signora” francese. L’incidente sarà sicuramente ricordato come una sventurata tappa nella storia di Notre Dame, così come non saranno dimenticate le lacrime dei francesi versate davanti lo spettacolo delle fiamme e le parole di Macron, che promuovono con slancio l’idea della ricostruzione. «Ricostruiremo la cattedrale in cinque anni, ancora più bella. Ce la possiamo fare» ha detto il presidente all’indomani dell’incendio. La cronaca del disastro è accompagnata anche da una buona notizia: nell’incendio non tutto è stato bruciato, e in attesa della ricostruzione, le opere d’arte e i tesori della chiesa saranno conservati al Museo del Louvre. Ciò aiuta a leggere con meno drammaticità quanto accaduto, considerato che le devastazioni e le ricostruzioni sono state parte della storia della cattedrale parigina anche in precedenza.