Di Giulia Bove-

Il 29 ottobre il nostro amato “www” ha “spento” 50 candeline, ricordandoci ancora una volta l’importanza di questa grande invenzione che non fu in alcun modo pensata per la guerra.

La piattaforma di comunicazione che oggi connette il mondo è nata, dal punto di vista concettuale, come biblioteca universale consultabile da chiunque in qualsiasi momento ed in qualsiasi posto.  Desiderio di molti è stato infatti quello di realizzare questo sogno, marcando un punto di svolta per la cultura scientifica. Molti si sono cimentati nel progettare la biblioteca dell’Intergalactic Computer Network”, tra cui, addirittura, psicologi come Joseph Robnett Licklider. Tra i progettisti che hanno tentato tale realizzazione, Larry Roberts fu colui che la portò a compimento nel 1967. Questi aveva in mente di creare una rete distribuita di computer (il collegamento tra i primi due nodi della rete venne realizzato tra l’università di Los Angeles e quella di Stanford nel 1969) per evitare gli spostamenti umani. Per realizzarlo, Roberts si è rivolto alle ricerche contemporanee di Leonard Kleinrock, Paul Baran e Donald Davies, che nel 1965 avevano sviluppato la teoria della trasmissione dei dati: il packet switching o commutazione di pacchetto, una tecnica di accesso multiplo a divisione di tempo, specificamente concepita per il trasporto di dati, utilizzata per condividere un canale di comunicazione tra più nodi in modo non deterministico, suddividendo l’informazione da trasferire in pacchetti trasmessi individualmente e in sequenza, seguendo un meccanismo dettato da relative tabelle di instradamento. Era quindi necessario instradare anche il traffico dei computer in modo corretto e ciò avvenne grazie agli ulteriori studi di Wes Clark. In seguito, grazie ad approfondimenti successivi, fu Bob Kahn a coniare il termine Internet, che utilizzava per le reti che si scambiavano i dati via Tcp/Ip(Transmission Control Protocol/Internet Protocol): i suoi studi hanno permesso di risolvere il problema di non perdere frammenti di informazione (come era accaduto nel primo collegamento della storia, in cui della parola “Login” giunsero a destinazione le sole prime due lettere, prima che il sistema collassasse). Nel 1983 il Tcp/Ip è poi diventato lo standard di comunicazione di Arpanet (Advanced Research Projects Agency Network), mentre la parte della rete dedicata ai militari divenne Milnet. 

Nel 1985 i privati iniziarono a collegare i computer dei singoli cittadini e poi l’Italia intera venne collegata ad internet nel 1986, periodo in cui esplodeva la Guerra Fredda. La domanda che, dunque, sorge spontanea è quale sia la motivazione della nascita di Internet durante il periodo della Guerra Fredda. La risposta, che sorgerebbe altrettanto spontanea, è che Internet nascesse idealmente come arma militare per battere i sovietici, facilitando lo scambio di dati tra i centri sparsi negli Stati Uniti. In realtà, questa risposta sarebbe stata alquanto impensabile per l’epoca o, se non impensabile, comunque di difficile concezione. Quello a cui si mirava, piuttosto, era un pacifico e diverso utilizzo di internet, quello scambio di dati non era altro che un modo per creare una “rete di scienziati” al fine di arricchire la cultura scientifica per mezzo dello scambio di conoscenze. Quale “traffico” di dati migliore se non quello puramente legato alla ricerca scientifica? Questa idea era nata dalla mente Presidente statunitense Dwight D. Einsenhower, che voleva contrastare i numerosi scienziati che erano stati “arruolati” dai sovietici per il lancio dello Sputnik, il primo satellite artificiale nel 1957. Come possiamo dunque giustificare questa confusione, confusione che rappresenta lo specchio della situazione storica all’epoca corrente, una confusione, quindi, nata per appagare gli animi? Internet che non fu pensato per la guerra, ma, paradossalmente ed al contempo erroneamente, pensato come tale. I due sistemi si fondono idealmente in uno solo, perché vi era la necessità della creazione di un sistema di comando e di controllo da parte dell’esercito, che, però, non poteva certamente riversarsi nella realizzazione di un sistema di scambio dati creato esclusivamente per desiderio di arricchire il mondo scientifico. Al giorno d’oggi sarebbe opportuno interrogarsi su cosa sia Internet e su quali siano il significato e il valore che questa rete di scambio di dati finge ormai di avere, essendo quasi frutto e motivo di una “guerra”, che scoppia oggi nella rete. A partire da ciò che scatenano le fake news, sino ad arrivare alle diffamazioni tramite i social networks, ai profili falsi, alla violazione della privacy e via dicendo, arriviamo alla conclusione che se Internet non fu mai pensato per la guerra, allora non sarebbe mai dovuto neanche divenire motivo di essa.