Una finestra sulla Cina

A cura di Pierpaolo Canero –

 Il progetto del credito sociale, annunciato per la prima volta nel 2014, entrerà ufficialmente in vigore in Cina nel 2020. Il credito sociale consiste in quel meccanismo di valutazione individuale che attribuisce un punteggio agli utenti, in base al quale si possono ottenere dei benefici o delle limitazioni. Questo progetto, già sperimentato in diverse regioni della Cina, influenzerà notevolmente la vita dei cittadini. Il sistema è infatti estremamente trasversale e spazia dall’impossibilità di comprare biglietti del treno o aerei all’impedire, nel caso in cui fossero debitori verso lo stato o terzi, determinati tipi di acquisti. Per quale ragione allora questo meccanismo può essere socialmente accettato da un’intera popolazione? 

 

Il credito sociale è frequentemente utilizzato anche in occidente, numerosi videogiochi o servizi come Uber attribuisco infatti un punteggio che può salire o scendere, prevedendo rispettivamente premi o sanzioni. Un tale sistema è utile per garantire una migliore esperienza utente e maggiore affidabilità e sicurezza del servizio. 

La particolarità e la controversiali del credito sociale cinese risiedono nel fatto che questo viene applicato a tutti gli aspetti della vita reale limitando, in caso di punteggio basso, I diritti dei singoli individui. Il sistema è stato spesso comparato alla famosa puntata di Black Mirror “Caduta liberanella quale la protagonista vive in un mondo nel quale ogni azione delle persone è valutata dagli altri utenti e dal sistema e si troverà in difficolta nel momento in cui il suo punteggio inizierà a calare. 

 

Il meccanismo consiste nel monitoraggio e nella valutazione di tutte le azioni degli individui, dalla puntualità dei pagamenti, alla maniera in cui unautista ha trattato il cliente, dal numero di persone che bloccano il mio numero di telefono, al tempo che trascorro proprio al telefono che permette di valutare gli individui in quanto cittadini. Questa pervasiva profilazione è possibile grazie anche ad un sofisticato controllo informatico delle azioni degli individui: i pagamenti avvengono infatti principalmente tramite app che sono tenute per legge a fornire informazioni riguardanti le attività degli utenti. Secondo la normativa della “Cyber Security of the People’s Republic of Cina’’ entrata in vigore nel 2017, è obbligatorio utilizzare il “real name system” che consiste nel fornire i propri dati anagrafici per la registrazione ad app, siti o piattaforme online in modo da poter risalire alla persona fisica dietro un account. Tutto questo accompagnato da un sistema sofisticatissimo di video sorveglianza che è in grado di tracciare non solo i volti, ma anche il modo di camminare delle persone. 

 

Rilevanti sono inoltre le collaborazioni di grandi applicazioni alle le quali il governo cinese ha chiesto aiuto per lo sviluppo degli algoritmi che identificano e classificano I comportamenti delle persone. Tra i principali partecipanti ricordiamo China Rapid Fire, proprietario della popolare applicazione di messaggistica WeChat, appartenente al colosso Tencent. Anche Didi, il principale concorrente di Uber, che detiene praticamente il monopolio dei NCC in Cina ha aderito al progetto. Senza dimenticare Alipay, applicazione con la quale la maggior parte dei cinesi effettua i propri acquisti e pagamenti quotidiani. Per includere infine Baihe, il principale sito cinese di incontri onine. Questa enorme varietà di settori consente di sviluppare un quadro personale estremamente dettagliato, potendo sapere nello specifico sia informazioni finanziarie sia tracciare un accurato profilo caratteriale. 

 

Il tema è stato spesso oggetto di critiche in quanto è uno strumento che facilmente si presta alla manipolazione politica e governativa, eliminando o riducendo ulteriormente il dibattito politico e le opinioni differenti. Non a caso i maggiori esperimenti nel campo del credito sociale sono avvenuti in regioni della Cina dove è maggiore la presenza di minoranze dissidenti come gli Uigura o dove viene praticata la proibita pratica spirituale del Falun Gong, per i quali la Cina è stata frequentemente accusata dalle organizzazioni che trattano di diritti umani. 

 

Uno dei problemi emergenti riguardo al credito sociale è collegato all’estensione di questo tipo di strumento non solo alle persone fisiche ma anche alle persone giuridiche, creando delle vere e proprie corsie preferenziali per determinate società che si conformano o meno alle direttive del governo cinese, lasciando grandi ambiti di discrezionalità.  

È forse proprio in questo settore uno dei maggiori punti nevralgici dove si concentreranno le future applicazioni del credito sociale. Se esaminiamo il ‘’XII piano economico quinquennale cinese’’, che evidenzia le principali obbiettivi e sfide riguardanti lo sviluppo socioeconomico della società per il quinquennio che va dal 2016 al 2020, possiamo notare come una rilevante parte del programma riguardi l’utilizzo del credito sociale per l’auto-regolazione delle società. Queste saranno esaminate in base a diversi fattori come il ritardo del pagamento dei debiti o il non soddisfare gli standard di sicurezza. Qualora il punteggio non dovesse risultare sufficiente, le società andranno incontro a diverse sezioni come: l’aumento della tassazione, limiti per la partecipazione a progetti finanziati dal governo, peggiori tassi di interesse e restrizioni alla partecipazione ai mercati finanziari.  

Ad esempio, nell’aprile del 2018 la “Civil Aviation Administration of China” ha richiesto alle compagnie internazionali che non facessero figurare Taiwan come parte della Cina di conformarsi a questa direttiva, altrimenti avrebbero registrato la società come “disonesta” e preso misure disciplinari per chiunque non si conformasse. 

È evidente come questo strumento possa prestarsi facilmente ad abusi di potere anche nel settore commerciale. 

 

Per comprendere al meglio l’utilizzo del credito sociale e di come possa effettivamente realizzarsi un paese così popoloso senza particolari proteste bisogna tenere conto che nella società cinese il benessere della collettività è visto, anche dai singoli individui, come preponderante rispetto ai diritti ed al benessere individuale. La struttura stessa della costituzione cinese è fatta in modo tale da assicurare in primo luogo la stabilità del governo, del partito ed il perseguimento dell’interesse nazionale e solo in secondo luogo i diritti dei singoli individui. Se da un lato questa scelta può essere criticabile, dallaltro è sbagliato addossare al Partico Comunista Cinese tutte le responsabilità di questa centralizzazione dello stato. La Cina è infatti sempre stata una nazione “Imperatore-centrica” nella quale i sudditi sono abituati a vivere in una scala gerarchica e a vedere i propri personali interessi cedere il passo di fronte ad una volontà divina. Il concetto di individualismo è prettamente illuminista, periodo che i cinesi non hanno vissuto, non c’è quindi da stupirsi se, benché siano entrati a contatto con l’occidente, diano la priorità ad interessi diversi. 

 

 

Se dovessi cercare, senza malizia e presupponendo che non ci siano fini di strumentalizzazione politica del credito sociale, una ragione per l’implementazione di questo strumento in Cina lo rinverrei nel particolare rilievo che la fiducia reciproca tra due individui ha nella società cinese. Il concetto di Guānxì, che può essere tradotto come “relazioni personali” è alla base della vita in Cina. Non si può pretendere di vivere o lavorare in Cina per un lungo periodo senza comprendere la rilevanza che la fiducia personale tra due individui ha nello sviluppare relazioni personali e lavorative. Se da un lato, da un punto di vista lavorativo noi guardiamo prima le competenze e poi, eventualmente, sviluppiamo un rapporto personale con un nostro collega o un sottoposto, in Cina ci si focalizza prima a creare un rapporto fiduciario e solo in seguito emerge la rilevanza delle competenze. Analizzando il credito sociale sotto questa luce potremmo osservarlo allora come uno strumento quantomai chiave nella vita sociale dei cinesi, che consentirebbe anticipatamente di comprendere l’effettiva affidabilità di una persona con la quale dovremo sviluppare una relazione. 

Questo discorso può agevolmente estendersi anche alle aziende. Prendendo atto dell’impronta fortemente nazionalista della società cinese e della forte pervasività del governo nella gestione dell’economia e delle grandi società, può apparire conveniente per una società cinese sapere in anticipo con chi sta per trattare, in modo da sapere se sta perseguendo non solo l’interesse economico, che è secondario, ma il primario interesse alla stabilità del paese e della sua crescita economica.  

È forse anche per questa serie di ragioni, tralasciando le evidenti censure governative, a rendere questo meccanismo accettabile tra i cittadini cinesi, che non manifestano particolare disagio all’implementazione di questo sistema.